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giovedì 14 novembre 2024

Una NON tassa che ci tartassa

Aggiornamento del 28/12/2024
ATTENZIONE: PROROGA

Siamo in Italia, quindi un Decreto del 2021, nato per mettersi in regola riguardo ad una procedura d'infrazione EU del 2010, viene per l'ennesima volta procrastinato, senza che, nel frattempo, qualcuno si preoccupi di renderlo applicabile.

Il Decreto 202 del 27/12/2024, detto Milleproroghe (e già il nome dice tutto), all'Art. 3 comma 10 recita:

All'articolo 1, comma 683, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «In attesa della razionalizzazione della disciplina dell'imposta sul valore aggiunto per gli enti del terzo settore, in attuazione dell'articolo 7 della legge 9 agosto 2023, n. 111, le disposizioni di cui al comma 15-quater dell'articolo 5 del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215, si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2026.».

Sì, il linguaggio è burocratese ma significa che ci ritroveremo a parlarne a fine 2025. Auguri!

La Settimana Enigmistica avrebbe rubricato la notizia sotto Forse non tutti sanno che... e non avrebbe sbagliato:

Dal 1° gennaio 2025, tutte le associazioni (che già non ce l'hanno) devono dotarsi di partita IVA.

Questa novità riguarda molto da vicino il mondo di noi motociclisti, da sempre organizzato in associazioni e motoclub che molto spesso sono sprovvisti di partita IVA in quanto non esercitano alcuna attività commerciale.

Ciò non significa che queste associazioni dovranno aggiungere l'IVA alle proprie entrate (solitamente composte dalle sole quote e donazioni volontarie) addebitandola ai propri soci o sottraendola dal totale incassato, infatti queste movimentazioni, che erano considerate Fuori Campo IVA, diventeranno Esenti IVA: nessuna tassa in più.
Questa differenza, però, comporta che le associazioni dovranno gestire l'IVA, passando dall'emissione di semplici ricevute alla fatturazione, con tanto di emissione elettronica dei documenti ed invio puntuale all'Agenzia delle Entrate.

L'emissione di fatture, poi, comporta la loro corretta gestione fiscale, quindi gestione di un Registro IVA e di Dichiarazioni Periodiche IVA, incombenze che, data la complessità burocratica tipica del nostro paese, sono da affidarsi ad un commercialista e, dato che quelli che lavorano gratis sono introvabili, con ogni probabilità le associazioni si troveranno a dover gestire anche la ritenuta d'acconto presente nelle fatture che questo (così come altri professionisti) emetterà nei confronti dell'associazione che, con l'acquisizione della partita IVA, diventa sostituto d'imposta e dovrà gestire 770 e modelli CU, senza parlare del Modello Unico, per la Dichiarazione dei Redditi (!), con altro lavoro da parte del commercialista...

Insomma, ho stimato, in termini di costi vivi, quanto inciderà al minimo questa novità sulla vita di un'associazione di motociclisti di piccole-medie dimensioni, come sono quasi tutti i motoclub o associazioni di promozione sociale: almeno 1.500,00€/anno.

Questi costi comporteranno, a mio avviso, la chiusura di molte piccole associazioni o, almeno, l'accorpamento ad altre, in modo che il numero di associati permetta di raccogliere fondi sufficienti per farne fronte.

Ma perché tutto questo? Chi dobbiamo ringraziare? (uso la prima persona plurale perché anche noi di Strade da Moto siamo un'associazione).
A mio modesto parere, dobbiamo ringraziare tutte quelle associazioni che associazioni non sono ma vere e proprie attività commerciali, che nascondono la loro vera natura sotto l'etichetta di associazione, spacciando quelli che sono abbonamenti (palestre, scuole di danza, di cucina...) per quote associative o che svolgono attività di ristorazione o ricreazione sotto forma di circoli: dal 1° gennaio potranno essere meglio conosciuti dal fisco e, soprattutto, le loro entrate, così come quelle di tutte le associazioni vere, seppur esenti, saranno contemplate nella base imponibile IVA, sulla quale viene calcolato quanto ogni stato europeo deve versare alla Comunità Europea per il proprio sostentamento.

Come spesso accade nel nostro paese, non ci si attiva per effettuare i controlli e scovare chi imbroglia ma si preferisce cambiare le regole del gioco, sperando che quelle nuove li scoraggino, facendo finta di non sapere che chi imbroglia continuerà a farlo, perché sa che intanto in controlli continueranno a non essere fatti.

domenica 4 ottobre 2020

Non sono solo strade

Sta crollando il mondo, e sta crollando proprio qui, intorno a me. Fuori dalla finestra sembra tutto normale ma poco più in là ci sono paesi isolati, persone disperse, case che non ci sono più, strade scomparse, ponti sbriciolati.

La furia degli elementi, amplificata dalla mancanza di considerazione per l'inevitabile, tipica dell'uomo, questa volta s'è ripresa la montagna, già normalmente così severa e impervia, cancellando molte delle opere che l'uomo aveva creato proprio per conquistarla e renderla più accessibile. Normalmente l'uomo costruisce per migliorare il mondo dove vive, anche se a volte lo fa per migliorare solo il proprio particolare benessere.


Val Roya

Questa volta non si può dare tutta la colpa all'uomo: gli eventi hanno avuto una portata tale che avrebbero lasciato il segno anche nel migliore dei mondi possibili, però ha ragione chi dice che là dove ci sono un fiume e una casa, se la casa crolla la colpa non è mai del fiume.

Gli eventi di questi giorni hanno colpito singole persone e interi paesi. Qualche morto è già stato accertato, fortunatamente quasi tutti i dispersi sono stati ritrovati, molte persone si trovano senza casa o senza l'attività che avevano prima, molte altre sono bloccate in una casa senza elettricità o acqua e, soprattutto, senza una strada per andare.
Guardando oltre queste immani tragedie, vediamo l'enorme conta dei danni che ci riguarda tutti, economicamente e culturalmente.


Lato italiano della galleria del Tenda


Val Roya

Niente a che vedere con l'immensità che questa tragedia rappresenta per coloro che la stanno vivendo sulla loro pelle ma, nel nostro piccolo, anche la nostra comunità ne è colpita: alcune belle strade da moto non esistono più o sono fortemente danneggiate, quelle strade che noi amiamo non solo percorrere ma anche ammirare e raccontare, come ogni altro fenomeno culturale che ci circonda.

Voglio credere che quanto è successo possa aiutare tutti, e noi prima di tutti, a vedere con un occhio diverso, maggiormente rispettoso, il fragile equilibrio che ci consente di avere molto dall'ambiente in cui viviamo, perfino di passare qualche ora all'insegna dello svago cavalcando un motore su magnifiche strade da moto. Come possiamo vedere adesso, tutto ciò non è così scontato.


Ponte Romano di Bagnasco (CN)


Ponte Lenzino in Val Trebbia
Sono sicuro di rappresentare lo spirito di tutti se rivolgendomi alle persone colpite scrivo che vi siamo vicini e speriamo di poter tornare presto sulle vostre strade, nei vostri paesi e nei vostri negozi, e che speriamo anche che quelle strade, che oggi sono distrutte, tornino presto ad essere lo strumento attraverso il quale ricevere la vostra cultura e offrirvi la nostra.

Garessio (CN)

domenica 10 maggio 2020

La cavaliera

Era un cavaliere della strada e quello era il sessantunesimo giorno della nuova era.
Tutto era cambiato e anche il tempo aveva modificato i suoi ritmi, tanto che pareva ormai che fosse così da sempre e che per sempre sarebbe rimasto tutto così.
Invece era cambiato tutto tranne il tempo, che non è mai stato uguale a sé stesso e che non ha mai dato un minuto uguale ad un qualsiasi altro.

La paura governava la nuova vita, ce n'era ovunque e dove non c'era, qualcuno la portava prontamente; si trattava della paura più temibile: la paura dell'altro.

Magari, un giorno, storici complottisti scopriranno che era costruita in laboratorio da chi sapeva usarla a proprio vantaggio ma per adesso, al cavaliere della strada, sembrava paura vera, tanto che nessuno usciva più dal proprio buco; erano state abolite tutte le espressioni di affetto non verbale e, per uno strano gioco degli equilibri, erano diminuite anche le espressioni verbali di odio, prima molto in voga e nella nuova era, stranamente fuori moda.

Al di là dei complottismi, in effetti si trattava di paura vera, come "reazione razionale ad una situazione sconosciuta", e man mano che la situazione si faceva più chiara, la paura lasciava il posto a una nuova sicurezza, mentre leggi speciali imponevano, in modo piuttosto schizofrenico ed irrazionale, limitazioni al movimento e all'espressione, anche degli affetti.

Le strade erano deserte mentre il sole splendeva e tutti i cavalieri della strada, che dapprima sacrificarono il loro desiderio di viaggiare, iniziavano a dimostrare la loro insofferenza verso l'isolamento ma soprattutto verso le leggi speciali. Fu così che, improvvisati legulei, iniziarono a cercare tra le pieghe dei regolamenti il modo per poter tornare a cavalcare la propria libertà ma le leggi erano scritte così male che era difficile perfino interpretarle.

Quel sessantunesimo giorno però, la paura era stata ormai quasi completamente sostituita dalla sicurezza in sé stessi e dalla fiducia nel futuro. Alcuni cavalieri della strada, chi più spavaldamente e chi ancora un po' timoroso ma dei regolamenti, provarono ad uscire dal proprio buco. Si inventarono le scuse più assurde per un'uscita in strada, nuovi parenti, passeggiate (a piedi!) nei boschi, visite al maniscalco per manutenzioni fino a quel momento trascurate...

Insomma, quel sessantunesimo giorno, le strade rividero i cavalieri della strada. Non moltissimi, in realtà, ma nemmeno pochi, e la cosa strana era che nessuno ne fosse stupito.
C'era anche lui, anche se un po' incerto perché le sanzioni previste dalle leggi speciali erano molto pesanti, così quando passò davanti ai guardiani della legge il suo cuore saltò un paio di battiti ma loro... non lo avevano nemmeno considerato. E più s'inoltrava verso le più belle strade da cavalieri, più cavalieri incontrava e proprio in cima un'altra pattuglia di guardiani lo ignorò sia all'andata sia al ritorno.

Ormai era convinto, la sua mente era tornata sgombra dai nuvoloni del terrore, la paura era sconfitta e stava tornando la normalità. Finalmente avrebbe potuto rivivere come prima, anzi, meglio di prima, perché tutto quanto è successo in quei sessanta giorni non può non aver insegnato qualcosa a tutti.

Finisce così il sessantunesimo giorno e finisce anche la prima forma di disobbedienza civile messa in pratica da alcuni cavalieri e assecondata da chi rappresenta l'obbligo di obbedienza.
Al rientro i cavalieri ricevono la notizia che un altro cavaliere, di un altro ordine, anzi una cavaliera, ha finito anche lei un'epoca di privazioni, un'epoca molto più lunga fatta di restrizioni molto più pesanti.
Alla notizia fanno seguito reazioni di gioia e espressioni di sollievo; ma c'è anche chi esprime, sempre più forte, odio verso chi ha corso il rischio che succedesse quel che è successo (e anche di peggio) solo per aiutare chi riteneva ne avesse bisogno, chi si lamenta dei costi che ciò ha comportato, addirittura chi sostiene che le scelte della cavaliera fossero dettate da discutibili gusti sessuali...

A quel punto i cavalieri, tutti, di qualsiasi ordine, capirono che tutto stava ritornando come prima e non riuscirono ad esserne felici.

sabato 2 marzo 2019

Aiuto!

Eh sì, ora ci siamo dentro, fino al collo. Strade da Moto non sono più io ma siamo noi. Anche tu, così mi è ritornato in mente il celeberrimo concetto di John Fitzgerald che, parafrasato, ben si adatta alla nostra comunità: non chiederti che cosa Strade da Moto può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per Strade da Moto.

Eh già, perché se tu sei Strade da Moto, qualunque cosa farai per Strade da Moto, tornerà a tuo vantaggio, moltiplicato per tutti quelli che la pensano e agiscono come te.

Per crescere, un'associazione culturale, ha bisogno di cultura e la comunità di informazioni.
Tutti abbiamo qualcosa da dire e Strade da Moto è lo spazio dove dirlo: le sezioni sono già tante e continuano a crescere, manca solo qualcuno che si faccia carico di gestirle: ci stai?

Per esempio: vorresti gestire la pagina degli eventi? Non è né difficile né pesante: una volta ogni tanto basta scandagliare la rete alla ricerca di nuovi eventi e caricarli sul sito. I programmi per farlo ci sono già. Se ben fatto, presto saranno gli organizzatori degli eventi ad avvisarti. Posso assegnarti un indirizzo email apposito, per esempio eventi@stradedamoto.it. Te la senti? Fatti sotto!

E... chi vuole occuparsi degli itinerari? Sono ormai molti quelli che ne inseriscono di nuovi, però, prima di pubblicarli è necessario verificarli, a volte ottimizzarli... vuoi farlo tu? Anche in questo caso non è un lavoro, dev'essere un piacere... per carità... se non ti va non farlo.

Magari puoi occuparti delle nuove strade o delle modifiche che gli utenti vi apportano: il database continua a crescere e molti, veramente molti di voi, continuano ad inserire nuove strade, immagini, nuove informazioni...
Strade da Moto ha bisogno anche di un responsabile che si occupi di mantenere in ordine tutte queste informazioni: vuoi farlo tu? Te la senti?

Sono tante le opportunità di partecipazione che una struttura in crescita come Strade da Moto mette a disposizione: tutti noi abbiamo una vera passione per moto e motori, per giri e storie da moto... e molti hanno anche la capacità di raccontare, di rendicontare, di condividere le informazioni. Chi vuole gestire una propria rubrica? Chi vuole raccontarci i suoi giri? O delle moto nella storia? Delle corse, di itinerari...
Chi si occuperà della Motogallery e di Strade da Foto? Di MoTube? Chi farà crescere Thanks God is Friday? Chi inventerà nuove sezioni del sito?

A maggio eleggeremo il nuovo consiglio direttivo e credo che sarebbe bello che fosse composto, o almeno supportato, da gente che in Strade da Moto ci mette del suo: io da solo non ce la posso fare, spazio ce n'è per tutti e più siamo e più informazioni avremo a disposizione. Avanti, scrivetemi per prenotare il vostro spazio che ho bisogno di voi, o meglio, abbiamo tutti bisogno di noi!
Sto pensando a nuove sezioni del sito...

sabato 2 febbraio 2019

Grazie Nicola

La sera del 1 febbraio 2019 a Beinette, qui in provincia di Cuneo, si è svolto un evento a cui sono arrivato molto eccitato: un incontro pubblico con Nicola Dutto, beinettese, al rientro dalla Dakar.

È stata un'occasione per incontrarci tra motociclisti, tra amici, ma soprattutto avrebbe potuto essere un'opportunità per festeggiare il rientro di un campione da una delle sue tante imprese. Ci tenevo ad esserci, anche perché volevo scriverne, raccontare di Nicola Dutto, della sua Dakar, intesa proprio come gara, non di quella sua personale che sta correndo, e vincendo, dal 2010.

Invece no. Purtroppo no.

È successo che l'organizzazione dell'evento è caduta nel più evidente ma infido dei tranelli che si presentano in questi casi, incentrando la serata sulla Dakar personale di Nicola, sulla sua disabilità, non sulla sua grandezza di sportivo.

Chi ieri ha partecipato senza conoscerlo se n'è andato convinto che la sua eccellenza consista nell'aver superato la disgrazia, ha lasciato quella sala con un'immagine patetica di un pilota che Nicola proprio non merita.

Chi è Nicola Dutto

Nicola nasce il 13 gennaio 1970 e passa i primi anni della sua vita a Limone Piemonte.

Fin da bambino mostra la sua competitività e il suo amore per gli sport, praticando lo sci, le arti marziali e il motociclismo, eccellendo in tutti ma soprattutto in quest'ultimo.
Il 20 dicembre 2010 è vittima di un tragico incidente che lo costringe sulla sedia a rotelle, senza però che questo possa fermare la sua voglia di correre e, soprattutto, la sua volontà di vincere.

Palmares

2004 Campione di Spagna Rally T.T.
2006 Campione di Spagna Rally T.T.
2008 Campione Europeo e Italiano Baja
2009 Campione Europeo e Italiano Baja
2012 Baja Aragon (Spagna) 24° assoluto
2013 Baja 1000 (Messico) 3° classificato
2015 Mondiale Baja, 4° assoluto (1° italiano)

No.

Nicola, indipendentemente dal suo incidente, era, è e rimane un campione in moto, uno che corre perché lo sa fare bene, che alle gare partecipa sempre per vincere, proprio come tutti gli altri campioni.
Certo, la sua storia è particolare e l'aver superato una disabilità così importante aggiunge un valore immenso alla persona ma non ne fa un invalido che corre in moto, anzi, ne fa un campione ancora più grande e aver passato la serata a parlare di argomenti che non portano ad altro che alla commiserazione, dall'incidente all'esclusione all'ultima gara, omettendo completamente la storia sportiva di Nicola, è quanto di peggio si potesse fargli.

Nicola, uscendo ti ho stretto la mano e sul momento non ho avuto le parole per dirti che noi, motociclisti, vediamo in te un esempio di motociclista, e non quante gambe hai o come ci convivi. A noi interessa come superi il fango, come galleggi sul fetch-fetch, come imposti le curve, come cadi e come vinci.

Continua a farlo per te. Continua a farlo per noi.

Io ti ripeto l'unica parola che ti ho detto ieri sera: grazie.


giovedì 7 giugno 2018

Elogio del giro in solitudine

Ci sono attività che devi fare da solo e altre che, da solo, non le puoi proprio fare.
Poi ci sono le attività che danno piacere e si ritiene che ne diano di più se condivise con qualcun altro; attività come mangiare, bere, fare sesso... e anche viaggiare, farsi un giro in moto.

Ma non è sempre vero.
Innanzi tutto, qualcun altro non può e non dev'essere qualsiasi altro ma qualcuno con cui ci piace condividere proprio quell'attività, poi, in ogni attività ci sono aspetti che è possibile cogliere solo in solitudine.


Chiunque abbia fatto un giro, un bel giro in moto sa bene che, viaggiando, la solitudine comporta dei vantaggi reali: potersi fermare tutte le volte che lo si desidera (e soltanto quelle); scegliere dove fermarsi e che cosa visitare senza dover mai scendere a compromessi; essere in qualche modo invogliati a socializzare con gli indigeni.

A volte la solitudine si trasforma in nuove amicizie che, quasi sempre, durano il tempo di una birra, o al più di una sera, ma che spesso ti arricchiscono molto di più dello stesso periodo passato con chi conosci già bene.

Le statistiche dicono che sempre più persone viaggiano da sole. Io credo che sia dovuto al fatto che il tempo per viaggiare sia sempre meno, quindi si tenda a passarlo con la persona con cui si sta meglio e, spesso, questa persona è sé stessi. D'altra parte, non credo che Jean Paul Sarte abbia scritto la frase L'inferno sono gli altri riferito ai momenti in cui si trovava da solo a fare ciò che più gli piaceva fare.

Capisco che non sia così semplice accettare un concetto che porta in sé così tanto egoismo ma che viaggiare da soli sia vantaggioso è un dato di fatto facilmente dimostrabile da un principio che potete verificare anche voi, ripensando a tutti i giri in moto che avete fatto: il numero dei contrattempi, durante un viaggio, è direttamente proporzionale al numero dei partecipanti. E all'aumentare dei contrattempi, si sa, diminuisce il piacere.


Qualcuno potrà obiettare che i migliori viaggi li ha fatti con il/la partner, con un amico, insomma con qualcuno con cui sta bene. E ha ragione, è senza dubbio così, però sta confondendo il viaggio, il giro in moto, con la meta, lo scopo del viaggio. Se vado con la mia fidanzata a Parigi per vivere con lei la romantica atmosfera parigina, o se vado con il mio amico nel Verdon per girare tra le sue famose gole, il viaggio sarà solo il mezzo che mi permette di fare altre cose che è bello fare con qualcuno: flirtare, visitare... Ma il viaggio, il piacere del viaggio, ne avrà risentito: per andare a Parigi magari sarei passato da una mezza dozzina di colli fermandomi solo per pisciare, invece con la morosa devo cercare strade dai fondi non troppo dissestati e che mi permettano di non tenerla troppo a lungo sulla moto; quando vado nel Verdon amo fermarmi in due o tre posti, un po' fuori strada, a chiacchierare con la gente del posto ma al mio amico interessa dedicare più tempo al Verdon: non ci è mai stato!
Sia il viaggio a Parigi sia quello a Castellane mi avranno portato a esperienze meravigliose e irripetibili ma diverse da quelle che avrei avuto da solo.

Nessuno sa che cosa avrei provato a Parigi, né che cosa sarebbe successo nel Verdon se ci fossi andato da solo. Magari, potendo decidere di fermarmi ovunque io trovi qualcosa che mi piace, non sarei nemmeno arrivato a Parigi. Chissà, conoscendolo ormai così bene, forse non mi sarei fermato nel Verdon ma convinto da un panorama o da un volto incontrato per caso, avrei provato nuove strade...

È chiaro che non posso sostenere che a Parigi o nel Verdon sarebbe stato meglio da solo piuttosto che in compagnia ma, estrapolando e analizzando il solo viaggio dalle esperienze che ho portato ad esempio, il discorso cambia.

In fondo, se è vero che viaggiare è quella cosa che molti sognano di fare terminata la vita lavorativa, quando saranno liberi, è perché il viaggio ha la libertà in sé e la libertà è una cosa che dev'essere condivisa con gli altri, quindi: più siamo, meno ne abbiamo.


domenica 25 febbraio 2018

100 480 650 4293 111

L'immagine del primo post
No, non sto dando i numeri.
In occasione del centesimo post nel mio blog, sto guardandomi indietro, a poco più di 2 anni fa, quando il blog è nato con un nome curioso, chissà se qualcuno se lo ricorda: Motante.

Più che curioso, a riguardarlo oggi, mi pare proprio bruttino.
Va beh... il mio scopo era quello di creare qualche cosa che potesse assomigliare a un luogo di ritrovo di motociclisti, una community, ma le comunità si aggregano intorno a qualche cosa di utile e solo i miei articoli, con tutta la buona volontà, non erano, non sono né mai saranno abbastanza.

La mia partecipazione al Passknacker del 2016 mi ha fatto capire quanto sia utile avere poter disporre di una mappa delle più belle strade da percorrere in moto, così ho deciso di iniziare a raccogliere informazioni su tutte le strade che trovavo sparse per la rete.

Ne è nato, così, un database iniziale che ho messo a disposizione dei miei pochi lettori grazie ad un po' di software che mi sono scritto per gestirlo e pubblicarlo e, soprattutto, per permettere a chiunque di interagire inserendo nuove informazioni e correggendo o integrando quelle esistenti.

Così, poco più di un anno fa, è nata la community Strade da Moto.
Piccoli, piccolissimi numeri ma che a me stanno dando grandi, grandissime soddisfazioni:

480 utenti registrati
650 like su Facebook
4.293 strade censite
111 itinerari

Voglio approfittare di questo centesimo post per ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato e che continuano a farlo. Io ho solo dato un impulso iniziale ma il grosso del lavoro lo state facendo voi.

Spero di vedervi tutti al prossimo meeting, il 29 e 30 aprile a Bolgheri, Castagneto Carducci, intanto vi ringrazio qui:

Grazie Sergio Salza, Luca Forno, Pastori in Moto, Matteo Bernini, paolo1948, Roberto Frosoni, Maurizio, Ernesto Rossi, Giovanni Dalla Venezia, Fabio Pulp, Luca Cazzaniga, Giovanni Bassi, Pier Guerreri, Enrico Lena, Efrem Bonaldi, Giorgio, Claudio Setti, Tiziana, Beppe Giubergia, Luigi, Maurizio Arata, Luca Osigli, Luca Gaspari, Marco Calza, Marco Ricupero, Bastian, Carlo Tasso, Enrico Contessa, Gabriele Fainelli, Luigi de Rose, Ralph Landstath, Darione G., Paolo Bonino, Massimiliano Poma Genin, Marco Bagnasco, Andrea Vignolo, Giorgio Nitro, Stefano, Aldo Spagnolini, Mario Di Vincenzo, Christian Dark, Luca Podini, Tiziano Ponzoni, Michele Marzocca, Luciano Aimo, Stefano, Leonardo Martini, Antonio Voi, Luca Urban, Massimo Emanuel, Luca Brugnoli, Mario Roero, Massimo Maria Macagno, Dario Prete, Luca Muzio, Maurizio, Fabrizio Paggi, Rosa Bersezio, Alessandro Bensi, Erol Garbin, Silvano Marchesi, Claudio Castellino, Michele Ballarin, Sara, Stefano Lera, Sergio Saltarelli, Monty Brogan, Giovanni Angelini, Marco Anceschi, Valerio Franco, Luca Cabona, Rolando Chioda, Diego Rainisio, Marco Begliardo, Enrico Fioranelli, Cristian Gottardo, Paolo Marte, Paolo Patterlini, Andrea Pifano, Ines, Mario Alberto Biraghi, Renato Giomi, Rosanna Bosca, Roberto, Massimo Rubino, Luciano, Teresio Lerda, Bruno Bongi, Davide Maerna, Alessandro Gatti, Simona Vanni, Massimo Colori, Gianluca Deambrogi, Renato Giraudo, Alberto -Albyx- Merisi, Toni Calardo, Gian Michele Antonino, Roberto Mezzapelle, Andrea Gennai, Angelo Conti, Guido Moenkemeyer, Luca Mariotto, Yari Rizzo, Claudio Unia, Corrado Benocci, Giuseppe Cavallaro, Andrea Bontempi, Claudio Ferrero, Mauro Borrelli, Federico De Donatis, Samuele Olita, Michele Piovesan, Alessia Galfré, Federico Massimo Loi, Giuseppe, Ramon Zanotti, Maurizio Merrina, Marco Marani, Lia Rossi, Angelo Lorenzi, Davide Rebeccani, Tsodeq Meleq, Eric Faiman, Daniele Baron, Francesco Salis, Andrea Merlone, Massimo Guasconi, Stefano Cerminara, Marco Sciutto, Fabrizio Rocchi, Sonia Cecchetti, Ennio Caula, Aldo Fiorenzato, Massimo Ferrara, Vincenzo Greco, Claudio, Fabio Brianza, Pietro Zorza, Pino Di Maria, Vincenzo Nitti, Andrea Montagna, Diego Santo Faletti, Fabio Manenti, Piero Aliberti, Max, Elena Galfre, Michele Tonani, Marisa Verney, Andrea Solinas, Luigi Scotti, Enzo Rossetti, Fabrizio Monica, Luca Auletta, Mariano Zinnarosu, Armando De Angelis, Mauro Manghi, Alberto Zingarini, Svevo Chinaglia, Camilla Malpangotto, Gianluigi Favetta, Giorgio, Elena Cornaglia, Michele Ercolani, Alessio Vero, Jennie Comollo, Piem Renelli, Maurizio Lugli, Alfredo Tamburro, Leonardo Aguanno, Marco Peccarisi, Fabio Pozzo, Leonardo Bosco, Gianluca Cantamessa, Luca Bellini, Jean Jacques Trabucco, Tsodeq, Mario Giovilli, Giuseppe Votto, Giampiero Giovannetti, Giorgio Bolognese, Nini Nini, Corrado Bonansea, Daniele Morani, Franco Tosi, Guido Dutto, Marco Novaro, Francesco Paolo Giacomarro, Barbara Valerio, Raffaele Cocozza, Fabrizio Rivelli, Giosuè Antonelli, Sebastiano Cutrera, Antonio Gobbin, Luca Milani, Angelo Graziano, Massimo Cannistraro, Salvatore, LorEnzo Bongermino, Pietro Fortunato, Gavino, Luca, Stefano Milano, Piermario Pirotti, Antonello Gehringer, Emanuele Bertoglio, Daniele P, Nino Aiello, Salvatore Fiato, Dionisio Calvo, Bruno Lombardi, Diego Panteghini, Elvis Turcato, Giovanni Niccolini, Drago2, Luca Scarpat, Emanuela Strazzullo, Roberto Celani, Giovanni Langella, Valter Latore, Roberto D'ago, Filippo Sorghi, Albano Zambon, Gianluca Stazio, Andrea Bricchi, Fabio Accornero, Gianbattista Acerbis, Giiuseppe Agostino, Aldo Albanese, Emanuele Albano, Renzo Alboretti, Augusto Aleotti, Cimy Anita, Matteo Antenucci, Michele Armillotta, Roberto Arnetoli, Marianna Bacigalupo, David Baldi, Danilo Ballatore, Elvira Ballestra, Paolo Bari, Giuseppe Beccarini, Alessandro Bellini, Mauro Bellotti, Enrico Beltramo, Fulvio Bendotti, Alessandra Benso, Giuseppe Bergese, Walter Bevilacqua, Massimo Bianchini, Daniele Bighellini, Mimmo Bikers, Reinhard Blattmeier, Giovanni Boero, Ivo Bologna, Antonio Bonacci, Carlo Bonechi, Maurizio Bonventi, Matteo Bonvicini, Massimiliano Bonvini, Stefano Borchini, Carlo Borghese, Mario Borsato, Dario Bosi, Federico Botton, Massimo Brambilla, Alessandro Breviglieri, Luca Bruno, Daniele Bui, Luca Caleffi, Riccardo Califano, Egidio Campari, Roberto Canu, Alessandro Caprini, Paolo Carraro, Luca Castagnino, Marco Cecchini, Massimo Cenni, Rodolfo Chiappano, Andrea Chiardola, Roberto Cianfrini, Claudia Cicerchia, Nicola Clemenzi, Marco Conti, Mattia Conti, Luca Corbetta, Livio Cordera, Andrea Curtarelli, Pino D'angelo, Giovanni D'apuzzo, Manuela D'elia, Stefano Da Broi, Diego Dalla Vecchia, Valter Danna, Emanuele Davoli, Piero de Angelis, Valerio De Cesare, Antonio De Luca, Andrea De Munari, Pio De Pierro, Andrea De Salve, Alessandro Deiana, Mariagrazia Demichelis, Nicola Dentamaro, Tino Devincenzi, Diego Dovo, Andrea Emili, Paola Faccio, Paolo Fallini, Manuela Fantini, Stefano Ferraris, Antonio Ferrera, Andrea Ferrini, Andrea Ferrini, Beppe Ferry, Paola Filomeno, Franco Folloni, Luca Fonio, Massimo Fontanini, Roberto Fortunato, Nazario Franci, Mac Freemail, Marco Gaddi, Carlo Galamini, Luigi Gallo, Giacomo Gambetti, Marco Gandelli, Alberto Garbaccio, Fabio Gariglio, Mauro Giaccone, Antonio Giaffreda, Giulio Gioia, Emanuele Giovannardi, Marc Giraudo, Francesco Girelli, Daniele Girometta, Gianni Giulianetti, Andrea Giuliano, Pierluigi Golfetto, Stefano Gorzerino, Simone Grassini, Ivan Greco, Pierpaolo Grignani, Fausto Grosso, Enrico Gsmbazza, Flavio Gualandris, Alessandro Guglielmini, Teresa Gullaci, Ali Hoballah, Antonio Iarriccio, Simone Iavarone, Valerio Lanzarotti, Marco Lelli, Francesco Liello, Ivo Lingua, Gaetano Lipari, Simona Lisa, Pierantonio Longato, Mario Lussana, Manuel Macinai, Matteo Madau, Cristiano Madella, Moreno Maranello, Gianluca Marini, Christian Mariuzzo, Pier Martelli, Stefano Martelli, Alessandro Masetti, Laura Maspes, Marco Massaza, Christian Matoo, Andrea Mazzetti, Giuseppe Mazzola, Marco Micucci, Bernardo Miele, Frank Milazzo, Cosmo Mille, Leonardo Mola, Mauro Mondini, Paolo Monetti, Luca Uic-Uic Montenovo, Giuli Musico, Daniela Musso, Luca Muzi, Paolo Nannipieri, Luigi Natale, Luigi Natale, Gian Paolo Nespoli, Poul Neve, Marco Novaro, Alessio Obori, Luciano Orioli, Stefano Orizio, Camilla Osetta, Giovanni Paccagnella, Gian Luca Padoan, Roberto Paisio, Paolo Palazzo, Raffaele Palumbo, Paolo Pasotti, Roberto Pastore, Roberto Pavesi, Alberto Pellegrino, Giuliana Perosa, Marco Perotti, Riccardo Peruzzi, Giovanni Pesenti, Fabio Photolover, Pietro Pigozzi, Alessandro Pinelli, Junior Piovano, Claudio Podesta, Remo Polzi, Edoardo Poscia, Alberto Pozzati, Andrea Prati, Francesco Pratiffi, Franco Prescendi, Riccardo Previtali, Giovanni Priola, Paolo Raccardi, Paolo Raducan, Enzo Ragazzoni, Nicola Raspa, Massimo Remondini, Riccardo Riccardi, Rocco Ricciardi, Marco Romano, Aldo Rossi, Andrea Rossoni, Roy Royroger, Massimo Sacchetto, Giovanni Sacco, Giorgio Santolini, Angelo Sanzo', Salvatore Schiavone, Marco Scocco, Sergio Scotti, Franco Settimo, Angelo Siciliano, Barbara Signorino, Felice Simonetta, Giovanni Sireno, Paul Sorgi, Fabio Tamagnini, Luigi Tobaldi, Sergio Toncinich, Massimo Tono, Moreno Torra, Stefano Torrieri, Francesco Toscano, Andrea Toso, Ale Tra, Daniele Trascorsi, Gaetano Triggiani, Christodoulos Tsakas, Fulvio Vassalli, Davide Verzola, Fabrizio Viano, Mauro Vicini, Roberto Vigneri, Petra Winslow, Riccardo Zapparoli, Romano Zulian, Alberto, Fabio, Fabio, Giacomo, Gianluca, Giorgio, Giovanni, Guido, Luca, Matteo, Paolo, Paolo, Papero, Pasquale, Romeo...

mercoledì 24 gennaio 2018

Continua, per ora.

Sì. Con un po' di ritardo, oggi il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l'Aiscat hanno firmato la proroga della misura sperimentale che prevede lo sconto del 30% ai motocicli, sui pedaggi di tutta la rete autostradale italiana.

Scusate... ai motocicli dotati di Telepass.

Ehm... di uno speciale Telepass per le moto.

No... per LA moto, infatti può essere associato ad una sola targa.

E... solo fino al 30 giugno.
Poi si riprenderà con la pantomima ma... non saremo più sotto elezioni. Chissà.

Intanto dalla Francia mi hanno scritto che con il loro Télépéage posso circolare anche nel nord della Spagna (cosa che farò a maggio, spero).
Quando in Italia?

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio

giovedì 27 luglio 2017

Ma siamo proprio sicuri? (o ce stanno a piglià pe' o culo?)

Corriere della Sera:
Moto, tariffe ridotte del 30% in autostrada

Il Giornale:
Moto, dal primo agosto pedaggio ridotto del 30%

Federazione Motociclistica Italiana:
Vittoria! Le moto in Autostrada pagheranno meno

Moto on the Road:
 -33% di pedaggio autostradale per le motociclette

True Riders:
Pedaggio autostradale moto, sì alla riduzione delle tariffe


Eh sì, dal primo agosto viaggiare in autostrada, con la propria moto, costerà meno, le tariffe sono state riviste al ribasso, così risparmieremo!

Ma siamo proprio sicuri?

Molte testate hanno riportato la notizia e, curiosamente, tutte allo stesso modo, quasi con le stesse parole. Peccato che sia una menzogna.

Innanzi tutto le tariffe non sono affatto cambiate né cambieranno. Se prendo il biglietto dell'autostrada con la moto, e lo presento all'uscita, il conto continuerà ad essere lo stesso di prima, quello applicato anche alle auto e, detto tra noi, stratosferico anche per le auto. Quindi le tariffe non sono cambiate.

Se vuoi spendere meno, nessuno sa se il 30% o un terzo, sembrano numeri tirati a casaccio, se vuoi spendere meno, dicevo, devi avere il Telepass.

- Figo! Io ce ho già, quindi inizierò a risparmiare!

No. Quello che hai, che fino a ieri hai utilizzato per la macchina e per la moto, continuerà a funzionare come prima, quindi applicando la tariffa per le auto anche se transiti con la moto.

- Allora?

Semplice: devi farne un altro.

- Ah beh, che cosa ci vuole, lo faccio subito e inizio a risparmiare.

Ecco, così va meglio, però c'è un problema: il telepass, l'apparecchietto che se gli aggrada fa bip e fa magicamente alzare la sbarra, non è gratuito, anzi, per averlo devi sborsare almeno 15 Euro all'anno.

Chiamiamo, quindi, le cose con il loro nome: questa è una promozione per vendere nuovi Telepass ai motociclisti, la maggior parte dei quali ne ha già uno.

- È una promozione, quindi conviene!

Vediamo: considerato che chi viaggia in moto prende raramente l'autostrada, va da sé che per molti di noi, per tutti coloro che non spendono almeno 50 Euro all'anno di autostrada, sarà conveniente continuare a pagare la tariffa piena; per la stragrande maggioranza degli altri, questa decantata riduzione si concretizzerà in un risparmio effettivo di pochi euro all'anno.

Allora perché tutto questo rumore? Perché dare la (non) notizia con tanto entusiasmo?

Come ho scritto sopra, quasi tutti hanno usato le stesse parole per dare la notizia, in un copia-incolla generale dal comunicato stampa emesso da... mah non si sa, però qualche sospetto ce l'ho.

A parte Il Giornale, che per ovvi motivi si limita a riportare che la richiesta all'Aiscat è partita dal Ministero dei Trasporti, tutti gli altri assegnano la paternità dell'iniziativa alle seguenti persone:

- Ministro dei Trasporti Graziano Delrio Partito Democratico
- ex Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi Alternativa Popolare
- viceministro dei Trasporti Riccardo Nencini Gruppo per le autonomie
- sottosegretario ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro Partito Democratico
- Presidente del gruppo interparlamentare Amici delle due ruote Vincenzo Garofalo deputato Alternativa Popolare
- Presidente dell’Authority indipendente per la regolamentazione dei Trasporti Andrea Camanzi nominato da questo governo

Tutti facenti parte o comunque molto vicini a questo governo.

Benvenuti in campagna elettorale!