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domenica 1 agosto 2021

Cronaca di un giro fallito

Per il mio compleanno avevo deciso di regalarmi un giro in moto che sognavo da tempo.
Lo avevo progettato qui e prevedeva un bel po' di sterrato: Monte Jafferau e Assietta, con Etta, la mia Himalayan.

Lo premetto: non sono un esperto di off-road, anzi, mi ci sto avvicinando poco a poco e, leggendo, vi accorgerete del fatto che lo sto facendo nel modo sbagliato.

Il giro partiva da Cuneo, dove vivo, e all'andata prevedeva una deviazione per visitare la Colletta di Cumiana mentre al ritorno avrei fatto qualche Strada da Moto meno nota, come il Colle Lazzarà, il Colle della Vaccera, la Colletta di Paesana e il Colletto di Brondello (o Colletta di Isasca) ma il clou erano gli sterrati, il Monte Jafferau, con ovviamente il Monte Pramand e la Strada dell'Assietta, con la rapidissima sequenza (da ovest verso est) dei colli Basset, Bourget, Costa Piana, Blegier, Lauson e Assietta.

Con veicoli a motore non è possibile visitare Jafferau e Assietta lo stesso giorno in quanto il primo è transitabile solo il mercoledì e il sabato, mentre il secondo è transitabile solo gli altri giorni. Così ho previsto di fermarmi a dormire dalle parti di Sestriere e fare Jafferau il sabato e Assietta la domenica. Peccato che domenica fosse il primo agosto e che la strada dell'Assietta sia chiusa anche la prima domenica di ogni mese. Poco male: la chiusura scatta alle nove del mattino, quindi sarebbe stato sufficiente percorrerla entro quell'ora.

Partenza, da casa, alle 07:30, una sosta per la colazione, un'altra dal mio nuovo spacciatore di roba da moto... insomma, intorno alle 09:20 sono alla Colletta di Cumiana, stupito dalla grazia di quella strada, esaltata ancora di più dalla monotonia di rettilinei/rotonde del tratto appena percorso per raggiungerla.

Colletta di Cumiana

Scendo e mi avvio impaziente verso Avigliana, Susa, Chiomonte, sulla Statale del Monginevro, per svoltare a destra, verso Fenil, verso Pramand. Trascorso un km su una strada stretta ma gradevolissima, subito dopo Fenil, l'asfalto lascia posto ad uno sterrato pietroso e dissestato che mette subito sull'avviso chi arriva circa la difficoltà del percorso. Ovviamente la velocità cala improvvisamente e... si comincia.

Pietre, dissesto e qualche isola di fango rendono la guida molto impegnativa e cauta ma, tutto sommato, con la moto adatta e con la mia poca esperienza, si procede bene, in mezzo ad un ambiente che trasmette pace e serenità, unite alla potenza della montagna.
Fin da subito, sulla sinistra il vuoto, come un monito all'importanza dell'attenzione costante, continua. Per me che soffro di vertigini un monito molto sentito.

Salendo supero qualche moto (c'è gente ancora più prudente di me) ma più spesso mi sposto a destra per fare spazio a chi sale con moto e abbigliamento da cross, molto più velocemente e tracciando profondamente quella che è, probabilmente, la migliore traiettoria.

Arrivato al bivio per il Monte Pramand mi fermo per una pausa e per due chiacchiere con gli altri. Siamo tutti stupiti dalla bellezza dei paesaggi; i motori sono spenti e parliamo a voce bassa, rispettosi del silenzio che ci circonda.

Quando riparto svolto a sinistra, per quella che è la seconda tappa del giro, il Monte Pramand.
In poche centinaia di metri il fondo peggiora rapidamente, fino ad arrivare ad un primo passaggio veramente duro, che definirei più da trial che da enduro. Poco male: procedo pianissimo, superando pietra per pietra, buca per buca, cercando di aggirare gli ostacoli peggiori e chiedendomi se, visto che si torna dalla stessa parte, sarei poi riuscito a scendere, che per me è più difficile che salire.

Superato il passaggio, dopo qualche altra decina di metri tutt'altro che semplici, incontro un secondo passaggio, completamente diverso, composto da profonde fenditure, nella terra, praticate dall'acqua che dev'essere scesa abbondante nei giorni scorsi, e che ha lasciato un sottile strato di fango. Praticamente piccole montagne di fango disposte a casaccio, inframmezzate da canali diagonali abbastanza profondi e da rocce che spuntano aguzze. Mi rendo immediatamente conto di non potercela fare. Né a salire né, tanto meno, a scendere. Mi fermo un momento a pensare: lo spazio per girarsi è risicato ma di proseguire non se ne parla. Con tanta pazienza, un po' di forza fisica e mille manovre, giro la moto e torno sui miei passi, sconfitto da quella strada ed invidioso, nei confronti di chi ci sa salire.

Nella discesa, in quello che era il primo passaggio che avevo ritenuto difficile, nel giro di una frazione di secondo la moto salta su una pietra e si inclina verso destra, obbligandomi a buttarmi, istintivamente, a sinistra, facendo forza, con tutto il corpo, nel tentativo di rialzarla. Non cado, però sento un dolore lancinante subito sotto il rene destro. Non so cosa sia successo ma qualcosa tipo uno stiramento, uno strappo... non lo so, ma da quel momento, ogni sconnessione del fondo mi procura un po' di dolore e lì il fondo non è affatto liscio.

Continuo, nella speranza che il dolore sia una cosa passeggera e molto curioso di attraversare la Galleria del Seguret, più nota come Galleria dei Saraceni, lunga 876 mt e dalla pianta a U, costruita dai militari tra il 1925 ed il 1929. Appena entrati il cambio di luce impedisce di vedere ed il fatto che l'altra uscita sia dopo l'interminabile curva che la galleria disegna, fa si che si viaggi nell'oscurità più assoluta. Il faro della mia Etta e gli occhiali scuriti dal sole non aiutano molto a prevedere le asperità del fondo e, nemmeno, l'andamento della curva. Non sembra ma oltre ottocento metri in quelle condizioni sono lunghi e sfido chiunque l'abbia percorsa ad affermare di averlo fatto senza preoccupazione, anzi con un po' di paura.

Esco dalla galleria, mi fermo per fare due foto, poi percorro la sola curva che mi separa dal Forte al Seguret per fare una pausa, così come molti altri.

Due motociclisti che stanno facendo due passi lì intorno mi guardano, si danno un'occhiata tra loro e mi vengono incontro facendo segno di fermarmi subito: ho la gomma anteriore a terra, bucata.

Qualche fotogramma dalla mia cam

Vengo immediatamente preso dallo sconforto: con me non ho nulla per ripararla, mi sono stupidamente affidato alla fortuna. E adesso?

Parcheggio proprio di fianco al forte e quei due mi si avvicinano. Sono tedeschi e, in inglese, mi chiedono se ho l'attrezzatura per ripararla. Alla mia sconsolata risposta negativa, mi dicono che loro possono aiutarmi, se io sono d'accordo. Certo che sono d'accordo, e non so come ringraziarli.

Troviamo il chiodo piantato nel copertone, un chiodo piccolo, circa 15 mm., antico, di quelli fatti a mano chissà quanto tempo fa e che era lì, ad aspettarmi da un secolo, credo.
Si uniscono i due loro compagni di viaggio, senza lasciarmi lo spazio per fare o dire alcunché tirano fuori dalle loro piccole moto da cross tutta l'attrezzatura di un'officina e nel giro di venti minuti, chiacchierando con me del più e del meno, tolgono la ruota, scalzano il copertone, estraggono la camera d'aria, chiudono il buco con una patch, reinseriscono la camera d'aria, rimettono a posto il copertone, gonfiano la gomma con una bomboletta di aria compressa, rimontano la ruota e danno un'ulteriore gonfiata.
Incredibili, alla faccia di quelli che su Facebook inneggiano alla fratellanza tra motociclisti perché ci si saluta.


Ovviamente non sapevo e non saprò mai come ringraziarli: io non conosco nemmeno i loro nomi e loro non conoscono il mio, di loro so solo che sono veri motociclisti e, anche se non so chi siano, veri amici.

Nel frattempo, il dolore alla schiena si è acuito e non poco. Penso un attimo se continuare a salire, verso il monte Jafferau ma sono scoraggiato, sia dal dolore, che mi fa penare ogni piccolo saltino della moto, sia dalla gomma, perché non c'è modo di sapere se terrà o meno (ha poi tenuto benissimo!).

Già deluso dalla spugna gettata in precedenza, verso il Forte Pramard, scoraggiato dal mal di schiena ormai insopportabile, il senso di inadeguatezza che è sorto in me nel momento in cui mi sono reso conto di essermi avventurato in qualcosa di più grande di me, da solo, senza nemmeno preoccuparmi di procurarmi qualche attrezzo per ogni evenienza (su quelle strade una foratura non è una possibilità così remota), decido di proseguire tagliando la visita al Forte Jafferau e scendendo direttamente verso Bardonecchia e, una volta lì, di decidere sul da farsi.

Per i primi km il fondo stradale è più o meno uguale, e la mia schiena mi fa ormai gemere ad ogni pietra.
Quando, scendendo, ricompaiono gli alberi, sulla strada il fango è sempre più presente, il fondo che mi piace di meno; evidentemente nei giorni scorsi sul lato di Bardonecchia è piovuto di più, così il fondo sdrucciolevole e tutt'altro che in piano, impone rapidi spostamenti dei pesi per mantenere la direzione e la mia schiena continua a peggiorare.

Giunto all'Hotel Jafferau, dov'è possibile fare ancora un pezzo di sterrato, vedo che il cielo si sta minacciosamente scurendo, così decido di scendere direttamente a Bardonecchia e, proprio quando arrivo, si scatena un temporale con una bella pioggia battente che, presa su per i bricchi, mi avrebbe probabilmente portato a valle senza che io dovessi fare sforzi!

Mi rifugio in un bar e decido che il mio giro è finito, che indosso l'antipioggia e torno a casa a riposare e a curarmi la schiena. Ma non è così facile: da quel momento la pioggia smette solo quando mi fermo e riprende violenta, a volte sotto forma di grandine, solo quando riparto.

Tranne nel pezzo da Salbertrand a Susa, dove, giunto a Exilles, una lunga colonna di auto indica che qualcosa non va.
Raggiungo gli altri motociclisti in testa alla colonna e mi informano che un fratello ha avuto un incidente, non si sa ancora come, che gli è costato la vita. Vediamo andare via il carro funebre nel silenzio e, una volta ripartiti, per un bel pezzo nessuno ha superato i 70 all'ora. Come una processione silenziosa.

Ancora acqua e grandine, fino a casa, pensando che in fondo l'acqua, il mio buco nella gomma e il mio mal di schiena sono ben poca cosa in confronto a quanto successo a Exilles e che per capire veramente chi siano i motociclisti, bisogna avere la fortuna che ho avuto io ad incontrare quei quattro tedeschi.

Dimenticavo: ho montato la videocamera per fare qualche ripresa ma dopo il primo pezzo ho dimenticato di stopparla, così dopo, visto che non controllo mai se parte o meno, quando pensavo di avviarla la stoppavo e quando pensavo di stopparla l'avviavo. Ho delle splendide riprese del buio dentro al mio bauletto.
Infine, volevo tracciare il percorso con Location Of ma... non ha funzionato (e non so perché).

PS: oggi, domenica 1 agosto, ho letto che a Exilles, quel motociclista è solo scivolato sul fondo appena inumidito dalla pioggia ed ha avuto la sfortuna di incontrare il guardrail nel punto sbagliato.

venerdì 9 luglio 2021

Retour en France (#vatefairefoutrecovid)

vatefairefoutrecovid ...et pas seulement Covid. Quelqu'un d'autre aussi.

Ebbene sì, magari per un errore mio, ma senza avvisi, Google Blogger mi ha mangiato questo post nel momento in cui l'ho aggiornato con l'APP su Android. Tutto perso: i testi, le immagini e, soprattutto, l'impaginazione.

Rifacciamo... magari non completo come prima perché, in fondo, sono in ferie.

(Il pezzo di oggi, fortunatamente, l'avevo salvato).

Il progetto del giro lo trovate qui.


Sabato 10/07/2021: Da Cuneo a Nyons

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Partenza senza imprevisti, tutto come pianificato, soprattutto l’andatura, lenta senza mai perdere l’allegria del viaggio. In fondo la meta è già raggiunta, non resta che godersela tutta.

Salendo verso il Colle della Maddalena la temperatura si è fatta via via più fresca, fino ai 15 gradi del colle. La discesa, dal Col de Larche, è stata come una riscoperta.

Nessuna sosta fino a Barcelonette, dove mi attendeva… il croissant, quello desiderato fin da ottobre e oggi goduto con tutta la calma e la voluttà del caso.

Ripartiamo con destinazione Gap, poi Serres, dove, vista l’ora, ci fermiamo per una gustosa salade e un po’ di riposo. Davanti al nostro tavolo si ferma una Harley Davidson Police, tappata proprio come quelle del NYPD (New York Police Department). Anche chi la cavalca sembra un poliziotto newyorchese. Non fosse per la sacca sulla sella, avrei creduto che lo fosse davvero e che si fosse perso.

Ripartenza per il pezzo più godurioso di oggi: il tratto Serres-Nyons, con i suoi spazi aperti intervallati da gole, tutto su una strada sempre ampia, pulita e veloce, quasi tutta con limite a 80, che su quella strada è già un’andatura sufficiente per divertirsi.

Arrivati a Nyons, birretta di benvenuto (ce lo diamo da soli ma sappiamo di esserlo) poi prendiamo posto in hotel, dove fare una doccia e prepararci per fare due passi in paese.

Per strada molte moto e nessun controllo. Non è un benvenuti ma un bentornati, ne sono certo.

Qui sopra il percorso di oggi e, su Location Of, potete seguirci in tempo reale… come sempre (se non perdo il telefono come l’anno scorso).

A domani.


Barcelonnette


Serres




Nyons








Km Ore Lt. benzina
280 4:45 13


Domenica 11/07/2021: Da Nyons a Laguiole

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Non avevo pianificato l'itinerario di oggi, lo consideravo una tappa di avvicinamento ed ero preparato ad annoiarmi (e ad annoiare Roz), così mi sono affidato completamente al mio GdM, indicandogli solo il mio desiderio di fare tappa a Naussac, sul lago, più o meno a metà strada.

Non avevo considerato che avremmo dovuto attraversare l'Ardeche da est a Ovest e non conoscevo la bellezza dell'Aubrac.

Non molto dopo la partenza abbiamo fatto una sosta a Alba la Romaine, un bellissimo borgo medievale dove, oggi, c'era anche festa con un simpatico mercatino.

L'Ardeche lo abbiamo attraversato sulla N102, una strada bellissima, dolce e veloce senza tornanti e praticamente priva di rettilinei e con un colle che ancora manca su Strade da Moto e che al rientro inserirò: il Col de la Chavade.

Il GdM ha scoperto l'unica strada veramente malmessa di Francia e per farmi risparmiare un km (e perdere un quarto d'ora) ovviamente mi ci ha fatto passare. Ci tiene a ricordarmi, di tanto in tanto, il motivo per cui lo chiamo GdM (M non sta per Mario).

La sosta sul lago è tanto bucolica quanto rigenerante e dopo, non lo sapevamo ma ci aspettavano un centinaio di km tra i più belli che io mi ricordi: l'Aubrac è una zona di Strade da Moto, ad un'altidudine che sta tra i 900 e i 1.300 metri, belle, fresche, ampie, libere, liscie e con panorami che, oggi, mi hanno portato vicino alla commozione per la loro bellezza. Niente da invidiare alle bellissime strade toscane.

Insomma, ci aspettavamo noia e abbiamo trovato godimento puro. Consiglio a tutti un giro nell'Aubrac, senza una destinazione precisa: la meta, mai come qui, è il viaggio.

Arrivati a Laguoile ci rilassiamo davanti ad una birretta locale (birretta nel senso della quantità, non certo della qualità) e ci faremo un giretto per il paese, in attesa della partita finale degli europei.

A domani.

Alba La Romaine






L'Aubrac







Km Ore Lt. benzina
260 4:00 14


Lunedì 12/07/2021: Da Laguiole a Labastide-Murat

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Serata nel ristorante dell'albergo, davanti alla TV con i francesi che tifavano Italia, addirittura uno con la maglietta della nazionale italiana, solo un cameriere, dall'aria vagamente poco sveglia, che esultava per le (poche) prodezze dei bianchi d'Albione.
Gli unici italiani eravamo noi e molti ci hanno tenuto a dirci che l'Italia meritava di vincere. Bella compagnia.

Poi, una volta ritirati nella nostra stanza, iniziano i temporali e la pioggia non ha ancora smesso di cadere.
Fortunatamente oggi avevamo pochi km da percorrere ma la mappatura Rain è stata d'obbligo. Peccato: erano tutte strade bellissime ma non ce le siamo godute affatto. Pazienza.
Il problema è che pare proseguirà anche domani e, forse, dopodomani.

Va beh... abbiamo visitato (velocemente) Figeac e, devo dire, merita una visita con calma (e senza pioggia).

Ora siamo in un B&B carino ed accogliente a Labastide-Murat, popolato soprattutto da gatti, galline, oche e una proprietaria très gentil, e stiamo decidendo che cosa fare domani: probabilmente visiteremo l'abisso di Padirac.

Qualche foto di oggi, qui sotto, e nient'altro.

A domani.

Figeac










B&B a Labastide-Murat


Km Ore Lt. benzina
162 2:30 8


Martedì 13/07/2021: Rocamadour e Aynac

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Oggi visita a due antichi paesi della zona: Rocamadour e Aynac, sotto tanta, tantissima acqua.

Pochi km, quindi, su strade troppo belle per essere percorse sotto la pioggia ma... tant'è.

Sicuramente, al rientro, caricherò sul sito la strada che va da Labastide-Murat a Rocamadour: peccato per il fondo, non proprio liscio, ma l'andamento pare molto divertente e tutt'intorno è un gran bel vedere (dico pare perché sotto la pioggia battente non riesco a valutare bene una strada).

L'arrivo a Rocamadour lascia letteralmente senza fiato, per la bellezza della vista sul paese sviluppato in verticale, abbarbicato alla roccia.

Fortunatamente siamo arrivati presto, con pochi turisti, così ci siamo goduti una visita quasi privata.

Attenzione: arrivando da sotto, il parcheggio è a pagamento (anche per le moto) e i prezzi vanno dai 2 euro, per un'ora ai 25(!) per 4 ore. Abbiamo visto un grande parcheggio su in cima al santuario ma non ne conosciamo i prezzi.

Comunque, il sole ha fatto capolino solo durante la salita più dura, giusto per farci sudare, poi è tornata la pioggia, per interrompersi solo mentre eravamo al coperto, in un bar, a mangiare un boccone.

Dopo aver mangiato qualcosa, siamo partiti per Aynac sotto il diluvio per visitare il castello, la chiesa e le vecchie pompe di benzina ancora in bella mostra sulla strada principale e, giunti in paese, abbiamo scoperto che il castello è privato, la chiesa è chiusa causa lavori sulla strada di fronte e le vecchie pompe di benzina sono state rimosse.

Un paio di bestemmie, un caffè e poi via, sempre sotto l'acqua, verso il nostro B&B.

Ah, ieri abbiamo prenotato per la visita all'abisso di Padirac: ultimi due posti disponibili (18,50€ a testa) giovedì mattina alle otto! Beh, dovrebbe fare bello, ci resterà tempo per visitare altro.

Stiamo pensando, domani, di rimanercene a letto tutto il giorno, mentre fuori piove, piove, piove, piove, piove, piove, piove, piove, piove, piove, piove, piove, piove...

Rocamadour

















Aynac


Km Ore Lt. benzina
84 1:30 4


Mercoledì 14/07/2021 (La presa della Bastiglia): Labastide-Murat

Oggi riposo più assoluto, causa pioggia. In effetti non ha piovuto molto ma ha minacciato assai.

Ne abbiamo approfittato per fare due passi qui in paese, Labastide-Murat: nonostante la festa nazionale, pare un paese fantasma, in giro non c'è nessuno. Anche al baretto dove abbiamo preso una birra, eravamo gli unici clienti.

Il paese, che ha dato i natali a un certo Gioacchino Murat (1767 - 1815), re di Napoli e delle due Sicilie, è carino e avrebbe molto da visitare ma il museo Murat è chiuso causa Covid, il castello è privato e, causa pioggia, hanno anche annullato i fuochi d'artificio per il 14 luglio.

Ora il cielo sembra aprirsi e domani, se sarà possibile, visiteremo l'abisso di Padirac. Se sarà possibile, perché oggi è stato chiuso a causa dell'abbondante pioggia.

Nessuna news, quindi, vedremo domani: dopo l'abisso contiamo di andare a visitare Saint Cirq Lapopie e la zona lì intorno.

PS: Pare che, se non pioverà questa notte, l'abisso di Padirac sarà aperto. 🤞

Labastide-Murat









Km Ore Lt. benzina
0 0:00 0


Giovedì 15/07/2021: In giro per il Quercy

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Appuntamento alle 8:00 alla biglietteria dell'abisso di Padirac. Ovviamente piove e lo spostamento da Labastide-Murat non è dei più piacevoli ma riusciamo ad essere puntuali. (Ops! ho dimenticato di avviare il tracciamento GPS da Labastide-Murat a Padirac).

L'abisso, o meglio, le grotte sono veramente spettacolari, enormi, e il servizio dato ai visitatori, tra audioguida, ascensori e passaggi in barca, è molto efficiente. Unico problema: piove, anche la sotto.
Scherzi a parte, se si è in zona, è una tappa da non perdere assolutamente.

Usciamo dopo poco più di un'ora e pioviggina ancora ma, il tempo di un cappuccino e smette. Non ricomincerà più, anzi, dopo pranzo uscirà anche un bel sole.

Da Padirac ci dirigiamo verso Saint Cirq Lapopie: un paesino sul fiume Lot rimasto come un tempo, non per nulla dichiarato il più bello di Francia (non so in che anno). La passeggiata è piacevole e anche l'insalata consumata in uno dei tanti ristoranti.

La strada che corre a fianco del Lot è una vera Strada da Moto (caricherò anche questa al rientro) così, dopo pranzo, ne ripercorriamo qualche pezzo per poi giungere a Bouzies, dove troviamo il muro del castello incastonato nella falesia e attraversiamo lo stretto ponte sospeso, per poi dirigerci al Chemin de Halage, un percorso scavato nella roccia, sul fiume, per permettere a uomini e animali da soma di tirare le barche sul fiume. Il terzo spettacolo della giornata.

Il sole ormai è abbastanza stabilizzato, così continuiamo il nostro giro verso Cahors, una bella cittadina con una chiesa molto interessante, completa di un chiostro notevole.

Dopo la visita, una birretta sulla piazza a fianco della chiesa, poi rientriamo a Labastide-Murat, dove ceniamo in un ristorantino che definirei delizioso (almeno per la gentilezza dei proprietari) e poi ci ritiriamo nei nostri appartamenti. Domani si riparte, direzione sud-est, Camargue.

Padirac








Saint Cirq Lapopie





La strada vicino a Bouzies





Il Chemin de Halage



Cahors





Km Ore Lt. benzina
190 3:00 9


Venerdì 16/07/2021: Da Labastide-Murat a Aigues Mortes

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Oggi spostamento da Labastide-Murat a Aigues Mortes.

GdM ci ha proposto strade ampie e veloci, mai noiose, fino a Millau, dove siamo entrati in autostrada per vedere il Viaduc de Millau: impressionante.

Poi abbiamo deciso di rimanere in autostrada verso Montpellier, per scoprire che quel pezzo d'autostrada è più movimentato di una strada di montagna, molto divertente.

Certo che vedere la Cevenne, lì di fianco, con il suo Cirque de Navacelle, ha messo in discussione la mia volontà di proseguire sull'autostrada ma... no, sarà un prossimo giro, dedicato a questa zona.

Arrivati a Montpellier, GdM ci ha, ovviamente fatto attraversare la città sotto un sole cattivissimo. In una mezz'ora abbiamo asciugato quasi tutta la pioggia dei giorni scorsi.

È la prima volta che entriamo in Camargue senza passare da Arles e un po', devo dirlo, la strada da Arles a Saintes Maries de la Mer mi è mancata. Poco male, abbiamo qualche giorno per percorrere quella e altre magnifiche strade di questa zona.

Riposino in hotel, tuffo in piscina, cenetta a Aigues Mortes e poi a riposare.

A domani.

Viaduc de Millau


Roz, a Aigues Mortes

Km Ore Lt. benzina
321 4:00 17

Sabato 17/07/2021: In giro per la Camargue

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Giornata assolata e ventosa, come spesso accade da queste parti, e il vento ha dato un po' di fastidio, alla guida, ma ha mantenuto una temperatura accettabile lungo tutto il giorno.

Di km ne abbiamo fatti, la Camargue l'abbiamo girata tutta, da Aigues Mortes a Port Saint Louis, da Arles a Saintes Maries de la Mer, da una spiaggia all'altra, da un Bac (barca per attraversare i canali del Rodano) all'altro.

Sono venuto molte volte in Camargue, è una terra che amo, ma mai d'estate. Devo dire che (sarà l'effetto del Covid) il turismo non è così asfissiante come in tanti altri luoghi turistici.

Paesaggi da lasciare a bocca aperta anche i più navigati, una fauna veramente eterogenea a portata di mano.

Girando di spiaggia in spiaggia, ci siamo anche insabbiati, sulla spiaggia di Piermanson. Sono riuscito ad uscirne in seconda e un filo di gas... che poi è diventato un fiume di gas, tanto che mi si è disinserito automaticamente l'antipattinamento.

A pranzo, una sosta al Bar des Sports di Salin de Giraud è d'obbligo, un ambiente decisamente allegro e con un ottimo cibo. Cozze per Roz e anguilla per me: tutto sublime.

Poi ritorno verso Aigues Mortes ma passando da Arles e Saintes Maries de la Mer, per un aperitivo, anche questa una tappa obbligata.

Ah, già! Anche oggi ho dimenticato di avviare la traccia, da Aigues Mortes a Salin de Giraud. 😏

Domani? Chissà, forse visita al parco ornitologico... vedremo.

Da Salin de Giraud alla Plage de Piermanson









Da Port Saint Louis alla Plage de Napoleon



Bac du Sauvage



Mario blogging


Km Ore Lt. benzina
220 3:30 10

Domenica 18/07/2021: Parc Ornithologique du Pont de Gau: Oiseaux de Camargue

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L'abbiamo fatto. Abbiamo visitato il Parco Ornitologico di Pont de Gau. Ci sono passato davanti mille volte, andando e tornando da Saintes Maries de la Mer e, se non fosse stato per Roz, probabilmente ci sarei passato altre mille, senza mai scoprire ciò mi sarei perso. È un luogo veramente eccezionale, dove passeggiare in mezzo a fenicotteri, cicogne, aironi e tante altre specie di volatili ma non solo, anche castori, nutrie, pesci...

Un paio d'ore da passare in una sorta di paradiso terrestre. La seconda parte della visita consiste in una lunga passeggiata (quasi 5 km) nel tipico territorio di Camargue. Portatevi una bottiglietta d'acqua (o compratela fresca al bar che c'è all'ingresso) ma non perdetevi la visita: 7,50€ ben spesi.

Dopo la visita siamo andati a fare un bagno alla spiaggia di Saintes Maries de la Mer ma oggi il sole mordeva e l'acqua era abbastanza fredda. Ritorno ad Aigues Mortes, quindi, per un po' di relax in piscina e un riposino che, dopo la lunga passeggiata, ci voleva proprio.

Infine una bella mangiata di pesce in un ottimo ristorante di Aigues Mortes: le Galion.

Strade da moto oggi poche? Beh, da Aigues Mortes a Saintes Maries de la Mer la strada è sempre bella e anche se d'estate ci sono tante auto, non ce n'è una che, vedendo una moto arrivare, non si sposti sulla destra per facilitare il sorpasso.

Ora a nanna. Domani, se quando ci svegliamo siamo ancora dell'idea, si va a visitare Beziers.

Il parco ornitologico di Pont de Gau













Cena a Le Galion - Aigues Mortes


Km Ore Lt. benzina
65 1:00 3

Lunedì 19/07/2021: Beziers

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Penultimo giorno di questa vacanza, domani viaggio di rientro.
L'abbiamo dedicato alla visita di Beziers, perché, passando, mi era parsa una città molto bella. In effetti lo è ma forse l'aspettativa era troppa, così ci ha lasciati un po'... non delusi, diciamo indifferenti. Complice anche i tanti lavori in corso per la ristrutturazione del ponte vecchio (dove passava la Domiziana) e di tanti altri particolari della città vecchia.

Autostrada all'andata e al ritorno (faceva troppo caldo per affrontare le nazionali o dipartimentali di questa zona), quindi tanto caldo e... basta.

Va beh, anche questo penultimo giorno è andato. Domani rientro, con un po' di autostrada e un po' di montagne (Colle della Maddalena).

Lascio la Camargue sempre con un po' di tristezza. Tornerò, spero spesso.

Beziers








Km Ore Lt. benzina
206 2:00 11

Martedì 20/07/2021: Da Aigues Mortes a Cuneo

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Rieccoci a casa. Stamattina siamo partiti presto per evitare il caldo e ci siamo riusciti.

Il mio GdM, nonostante io abbia aggiornato le mappe proprio prima di partire, quindi un paio di settimane fa, pensava di farmi passare dal Colle di Tenda. Gli aggiornamenti di Garmin sono sempre puntuali, vero?

Meno male che ho controllato prima di partire! Così, invece che a casa, mi sono fatto portare a Barcelonnette, dove abbiamo consumato l'ultimo croissant prima di salire su per il Colle della Maddalena, tra mille semafori e millemila camion.

Che dire? è stata una vacanza parzialmente condizionata dalla pioggia, nel Quercy, ma tutto sommato molto riposante e rilassante. Avevamo scelto tappe non troppo lunghe e periodi di riposo adeguati e ha funzionato.

Il Quercy è bellissimo e consiglio a tutti un giro, prendendosi il tempo necessario per visitare strade e paesi, grotte e castelli.
La Camargue... è sempre la Camargue, non ha bisogno di presentazioni. Poche strade ma belle, panorami mozzafiato, aria di festa perenne a Saintes Maries de la Mer e di rilassatezza assoluta a Aigues Mortes, per non parlare delle spiagge dalle parti di Salin de Giraud e Port Saint Louis. Pochi chilometri per visitare le bellissima Arles e Avignone e, per concludere, una fauna meravigliosa.

Più di tutto, però mi ha colpito l'Aubrac, una regione stupenda, fatta solo di Strade da Moto da percorrere con calma, godendosi il paesaggio tutt'intorno, paragonabile a quello toscano ma a oltre 1.000 metri di altitudine (magari da evitare d'inverno).
Tornerò certamente nell'Aubrac per girarmelo con calma.

Ora che fare? Semplice: iniziamo a progettare il prossimo giro!

Sotto riporto il giro completo con il link a LocationOf, dove è possibile scaricare i GPX delle varie sezioni. Mi scuso se qualche volta ho dimenticato di attivare il tracciamento... sarà l'età.

Grazie a tutti coloro che mi hanno seguito.

Km Ore Lt. benzina
420 5:30 22

Riepilogo

Clicca sull'immagine per l'itinerario e per poter scaricare i vari GPX
Km Ore Lt. benzina
2.208 39:30 111