martedì 30 aprile 2019

In Toscana

Volevamo approfittare del ponte del 25 aprile per farci un giro in Toscana, io e Roz, e proprio la sera del 24 Max ci ha fatto la sorpresa di unirsi a noi, così siamo partiti in tre e il viaggio è stato ancora più bello.

Le moto

Io e Roz con Madi, la nostra Aprilia Shiver 900;
Max con la sua Honda NCX 750.

Il meteo

All'andata abbiamo preso cinque minuti di pioggia (ma sparsi in momenti diversi, in modo da dover mettere e togliere l'anti-pioggia più volte) poi... viste le previsioni non potevamo sperare di meglio!

L'itinerario

L'itinerario è nato dall'esigenza di rivivere con Roz, approfondendone la conoscenza, la bellezza del Senese scoperta al ritorno dal bellissimo giro nella Tuscia.

Mi ci aveva accompagnato Matteo e, questa volta, mi ha dato un aiuto fondamentale nella costruzione dell'itinerario. Insomma: possiamo dire che sia tutta colpa sua ma, come vedremo più avanti, ha anche altre colpe di cui rispondere.

Articolato su 4 giorni, l'itinerario prevede due giorni di spostamento, verso la Toscana e verso casa, e due giorni di visita delle Strade da Moto della zona compresa tra Castiglioncello e San Quirico d'Orcia.

Per andare a visitare luoghi non proprio vicini quando si ha poco tempo, si sa, un po' di autostrada è d'obbligo, così all'andata, una volta raggiunta Savona attraverso il Cadibona entriamo sulla A10, ne usciamo per attraversare Genova e poi arriviamo fino a Recco, dove usciamo per un pasto veloce, e rientriamo per arrivare fino a Rosignano Marittimo da dove raggiungiamo Castiglioncello.

L'itinerario del secondo giorno è disponibile tra gli itinerari di Strade da Moto, si tratta di Castiglioncello - Sarteano, con qualche bel passo e tanti luoghi dove fermarsi e visitare, fermarsi e visitare... Cito a caso: la Stracciagomme, Massa Marittima, il Passo del Lume Spento, Montalcino, San Quirico d'Orcia...
Anche l'itinerario del terzo giorno è disponibile tra gli itinerari di Strade da Moto: Sarteano - Tirrenia, nel profondo Senese, con puntate in piccoli borghi come Bagno Vignoni e Murlo o in città storiche come San Gimignano e Volterra, con la sua stupenda Via Volterrana.
Infine, il rientro con, di nuovo, un po' di autostrada tra Pisa Nord e Genova, per poi deviare sul Faiallo e proseguire sul Cadibona poi... casa.

Le borse

Le borse? Sì, le borse. Quelle andate in fumo.
Evidentemente non erano state montate nel migliore dei modi, così durante il viaggio di andata le borse laterali, che Madi aveva ereditato da Nava, si sono letteralmente sciolte a causa del calore dei fumi di scarico, distruggendo anche un po' del loro contenuto. Pazienza, siamo riusciti ad arrivare a destinazione e abbiamo riorganizzato i bagagli utilizzando il portapacchi e un grande sacchetto nero... di quelli per l'immondizia.
Peccato che saranno da comprare nuove borse (questa volta originali!) e magari i telaietti, nuove scarpe per Roz e qualche altro capo di vestiario.

L'accoglienza

I toscani hanno il cuore meridionale, caldo e sempre pronto ad accogliere e condividere. Matteo, quando ha saputo che saremmo stati dalle sue parti, ci ha invitato nella sua casa e, insieme ai suoi genitori, ci ha regalato una serata indimenticabile, per l'ambientazione, per il cibo ma soprattutto per la compagnia offerta da una splendida famiglia.
Così, oltre ad avere perfezionato l'itinerario, ha anche fatto in modo che si iniziasse nel migliore dei modi. Grazie!
La prima notte l'abbiamo passata da quella che ormai chiamo la mia zia di Castiglioncello.

Il navigatore

Ho da poco acquistato un Garmin e, devo dire, non riesco a farci amicizia. Provengo da un'esperienza molto diversa, un navigatore da battaglia pagato meno di ottanta euro in un grande magazzino francese, che avevo acquistato solo per arrivare a casa dopo che mi si era bloccato il cellulare che utilizzavo con Co-Pilot, e che invece mi ha servito egregiamente per circa quattro anni; un trabiccolo un po' noioso da programmare ma che, in fondo, ha sempre fatto il suo dovere. Ora la batteria interna mi ha mollato, così, dopo aver letto un po' qua e un po' là che il Garmin è l'ideale per interfacciarsi con il PC... l'ho preso.
Ad oggi on ho ancora cavato un ragno dal buco. Come tecnico informatico sono portato a dire che soffre di profondi errori di analisi, oltre che di qualche bug, ma poi, visti i volumi di vendita, mi ricredo e penso di essere io che non riesco a entrare nella giusta ottica.
Così non abbiamo fatto esattamente le strade che avevamo in mente ma qualche deviazione, come la Strada di Montebamboli che ho immediatamente inserito tra le Strade da Moto anche se, oltre ad essere molto tortuosa, con pendenze al limite del pericoloso, sporca e con un fondo pessimo, ha anche dei difetti.
Peccato che giunti a Sassello, avendo io sempre paura di passare da Cortemilia anziché dal Cadibona per tornare a casa, ho impostato Cuneo come destinazione e alla domanda:
- Il percorso prevede pedaggi, vuoi ricalcolare senza pedaggi?
io ho risposto affermativamente. La risposta del navigatore è stata disarmante:
- Non è possibile evitare pedaggi su questo percorso.

Il convento

A Sarteano abbiamo fatto tappa in un piccolo Hotel che occupa quello che era un convento: l'Albergo Santa Chiara (fortunatamente per loro, l'hotel, pur con qualche secolo sulle spalle, è più moderno loro sito web).
Trovato su Internet quando era troppo tardi per prenotare nel bel mezzo del ponte in una zona tanto turistica, si è rivelato un'ottima soluzione: tutti gli aspetti positivi del convento e solo quelli.

Il ripiego all'altezza dell'idea originale

Pare brutto a dirsi ma non è stato affatto brutto: quando passo dal Faiallo, di solito mi fermo a mangiare alla Nuvola sul Mare. Questa volta, però, non aveva più tavoli liberi a causa di una manifestazione sportiva, così abbiamo ripiegato sul primo ristorante che abbiamo trovato e che si è rivelato essere eccezionale e che non posso esimermi dal citare: Palazzo Salsole a Sassello. Spero che Max (Gusteau's) ne faccia una recensione perché il ristorante lo merita e poi... è bello avere ora due posti dove, di volta in volta, scegliere di fermarsi.

Il pazzoide sul camper

Sulla strada i matti non mancano mai e quando, come durante i ponti, il traffico aumenta, questi si eccitano. Il problema è che noi (motociclisti) siamo uno degli anelli deboli del traffico.
Quanti sono quelli che patiscono il fatto che qualcuno arrivi prima di loro? Non vogliono arrivare prima, no. Loro vogliono che tu, che eri dietro, arrivi dopo!
Così un pazzoide su un vecchio camper, che andava avanti solo perché in discesa, mi ha impedito di rientrare davanti a lui incollandosi al mezzo che aveva di fronte e fissandomi con uno sguardo che Jack Nicholson levati!

Ovviamente ho dato gas e sono passato oltre scuotendo la testa, ma sono rimasto inquieto, pensando a quanto potere hanno, pochi idioti, per rovinarti la giornata... o la vita.

Birretta finale

Giunti a Cuneo, non restava che l'attività che determina la conclusione del giro: birretta.
Con Roz e Max al sole di un tavolino esterno del nostro solito locale, una bella ora a fissare nella mente, riraccontandoceli, gli eventi che hanno movimentato un gran bel giro.

domenica 14 aprile 2019

Le emozioni di un viaggio


Colle di Tenda, asciutto

Asciutto. È la prima volta quest'anno, e gli pare strano, quasi brutto, all'inizio. Il disagio della novità. Ci ha riflettuto un momento e il disagio è passato, pensando a quanto è meglio adesso rispetto a quest'autunno, così ha deciso di non chiudere al nuovo, di aprire al nuovo, anzi, di aprire e lasciare aperto, almeno finché riesce.
Funziona, così gli viene da ridere, fino a quando arriva dove la coda che si aspettava non c'è e il verde, anche se sta finendo, è luminoso come mai lo è stato. È lì che gli scappa un urlo che nessuno può sentire e si infila, completamente solo, in quello che improvvisamente si trasforma nel tunnel del divertimento.
Di là del confine il tempo (meteorologicamente parlando) è più bello, così esce dal tunnel ma non dal divertimento, anzi, gli pare che quello non debba finire mai, e anche se sa che da qualche parte c'è Alice che l'aspetta, continua per la sua strada, precedendo la sua felicità e sorprendendo anche Alice, la cui assenza pare sorridergli.

Brouis - Sospel - Braus

Ha appena imparato a guardare avanti evitando la monotonia, il ripetersi del passato; ormai crede di sapersi muovere come una serpe tra le trappole della routine. A volte guarda indietro per assicurarsi che il passato non torni come un rigurgito, così si accorge presto che ci sta provando, proprio mentre lui si sta godendo il miglior presente possibile, presagio di un futuro prossimo ancora migliore.
Così gli torna in mente perché sta viaggiando: la sua eterna fuga. Non ha una meta precisa, ha solo quel viaggio e deve portarlo a termine senza mai tornare sui suoi passi mentre questi, come grossi nuvoloni neri, carichi di rabbia, paiono avvicinarsi minacciosi ma lui non si spaventa.
Li ignora, continuando per la sua strada, continuando a fuggire, immergendosi nel presente e vedendo il futuro modificarsi rapidamente...

Nizza - Cagnes in città

Ma le cose non vanno come spera e le distanze si accorciano, tutto, intorno, diventa corto, stretto, soffocante; l'aria della monotonia si fa sempre più spessa, pesante. Non riesce quasi più a divincolarsi quando vede un'unica via d'uscita: il male di tutti i mali non sarà mai peggio della noia della monotonia, così la sorprende facendo ciò che lei non si sarebbe mai aspettata e prende una nuova strada, noiosa per definizione ma la cui diversità la spiazza lasciandola indietro, stordita.


Cagnes - Frejus, in autostrada

Gli spazi si riaprono ripetendo forme sempre uguali a loro stesse ma il breve istante in cui lui apprezza la nuova forma che la monotonia sta assumendo mentre si riprende, gli permette di giungere in nuovi luoghi, e prima che questa riesca a riprendersi lui riesce a cambiare ancora e a sparire in un dedalo di strade diverse, nella forma, nei colori, negli odori.

Frejus - Sainte Maxime - Hyères

Su queste nuove strade l'aria ora è frizzante, non c'è bisogno di voltarsi indietro per sapere che la fuga sta riuscendo. Il tempo ha ripreso a correre e lui anche.
Può solo temere che la varietà diventi così preponderante da diventare monotona, allo stesso modo in cui la luce può accecare e condannare al buio.
Si rende così conto di essere condannato a fuggire per tutta la vita ma è una condanna che accetta di buon grado perché sa che l'alternativa è una condanna a morte per noia.

Epilogo: L'acte d'eux, a cena con l'orso

La fuga vuole le sue pause: sono i momenti più pericolosi, durante i quali la monotonia si dà maggiormente da fare per raggiungerlo.
Ha appena scoperto un ristorantino che pare molto vivace e scopre presto che i clienti sono i componenti della compagnia che reciterà, di lì a poco, nel piccolo teatro a fianco. Torna dopo un'ora, proprio mentre a teatro lo spettacolo sta per cominciare e il ristorante sta cambiando la clientela. Si siede ad un tavolo e nota che il suo è l'unico dov'è seduta una sola persona: due tavoli da due, uno da quattro, uno da sei e uno da sette persone. Tutte che chiacchierano senza mai gridare, a volte ridono e, a fronte di nuove portate, lasciano spesso calare un po' di silenzio.
Dopo un po' quelle voci lui non le sente più. I suoi pensieri sovrastano il vociare degli altri clienti e gli presentano la realtà: lui è un orso.
"Viaggi da solo, mangi da solo, stai da solo, non perché ti piaccia particolarmente farlo ma perché è più facile, non richiede sforzi, sopportazione, tolleranza, condivisione..."

Lui ascolta per un po' poi caccia quei pensieri e ordina un altro bicchiere di vino senza sentirsi affatto in colpa perché, d'altra parte, lui è veramente un orso.