mercoledì 24 gennaio 2018

Continua, per ora.

Sì. Con un po' di ritardo, oggi il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l'Aiscat hanno firmato la proroga della misura sperimentale che prevede lo sconto del 30% ai motocicli, sui pedaggi di tutta la rete autostradale italiana.

Scusate... ai motocicli dotati di Telepass.

Ehm... di uno speciale Telepass per le moto.

No... per LA moto, infatti può essere associato ad una sola targa.

E... solo fino al 30 giugno.
Poi si riprenderà con la pantomima ma... non saremo più sotto elezioni. Chissà.

Intanto dalla Francia mi hanno scritto che con il loro Télépéage posso circolare anche nel nord della Spagna (cosa che farò a maggio, spero).
Quando in Italia?

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio

giovedì 18 gennaio 2018

Sì, ora ne siamo proprio sicuri!

Io il dubbio lo avevo sollevato e purtroppo, anche questa volta, il vecchio Giulio ha avuto ragione: "A pensar male si fa peccato me spesso ci si indovina".

Io, però, non ero riuscito a pensare tanto male da avvicinarmi a ciò che poi sarebbe successo, infatti avevo solo sollevato il dubbio che ci stessero prendendo in giro. Invece no: con i Telepass per le moto ci hanno proprio fregato per bene!

I fatti


Dal primo agosto 2017 è partita una sperimentazione per permettere ai motociclisti di pagare meno, rispetto alle auto, così come capita, per altro, quasi in tutti i paesi in cui è attivo un pedaggio per le strade principali o a scorrimento più veloce.

Io credevo che la fregatura risiedesse nel fatto che non fosse possibile utilizzare il telepass che uno, spesso, ha già per l'auto ma che fosse necessario munirsi di un altro apparecchio, dedicato esclusivamente ad una (e una soltanto!) moto, spendendo, così, altri 15,12 Euro all'anno per ogni moto (ho amici che ne hanno anche quattro o più), a fronte di uno sconto pari al 30% dei pedaggi.


Eh sì, mi sembrava proprio una fregatura, specie per chi fa pochi chilometri in autostrada.

Eppure ben 8.200 bikers sono riusciti a superare tutti gli ostacoli burocratici che solo i nostri governanti, coadiuvati dai manager di aziende come Autostrade per l'Italia o Telepass S.p.A. riescono ad escogitare.

Sapevate che per ottenere il Telepass per la moto è necessario dimostrare che la targa che si intende associare al dispositivo sia proprio la targa di una moto? Cioè, se associo il Telepass alla targa AB12345, devo portami dietro ed esibire (o mandare via mail) il libretto del mezzo, in modo che si evinca chiaramente che la targa è di una moto e non di un'auto. O un camion.


E questi prodi 8.200 sono riusciti a fare tutto entro la fine di settembre, unico mese in cui era possibile averli, perché, si sa, i Telepass per le moto maturano a settembre, poi basta. Non ci sono più.

Va beh! Se si sono sbattuti tanto, avranno avuto anche il loro bel risparmio, no?
No.



Le fatture che hanno ricevuto contemplano importi senza sconti, uguali a quelli che avrebbero dovuto pagare con un normale Telepass associato a auto e moto.
È vero ma, avevano detto, che le prime fatture sarebbero state così ma che poi, sulle successive avrebbero riaccreditato gli sconti non praticati in precedenza. D'altra parte, fare una fattura con tutti gli importi e gli sconti giusti non è cosa che si possa pretendere eh?! Poi, vuoi mettere, fare un software che se rileva il passaggio di un Telepass per moto addebiti l'importo previsto per le moto?!

Ok, ma ora avranno ricevuto nuove fatture con gli sconti vecchi e quelli nuovi!


Cosa?! Ad oggi continuano a pagare prezzo pieno e non hanno ricevuto alcun rimborso.

Questa vi pare una fregatura?
È sicuramente meno simpatica di quanto avevo dubitato ma... non ci siamo ancora.


Spiegazione


La sperimentazione terminava il 31 dicembre 2017 e hanno deciso che potesse bastare così, cioè di non proseguire. Forse perché è troppo facile ottenere il Telepass per la moto, forse perché è troppo difficile calcolare gli sconti o forse perché non è abbastanza remunerativo... non lo so ma, dal 1° gennaio tutti i discorsi sugli sconti... non valgono più.

Così sono stati affibbiati 8.200 Telepass, associati ognuno ad una (e una soltanto) targa di moto (e qui siamo tranquilli), che funzionano esattamente come quelli che possono essere associati a due targhe diverse, indistintamente di auto o di moto. La maggior parte dei quali a chi aveva già un telepass per l'auto e la moto!

Poco male, avendo terminato la sperimentazione e non avendo portato avanti il discorso, questi dispositivi smetteranno di funzionare e l'azienda Telepass S.p.A. smetterà di fatturare i canoni, no?


Ma neanche per sogno. I dispositivi continuano a funzionare e a produrre introiti per Telepass S.p.A., almeno fino a quando l'abbonato non cesserà il contratto, operazione che potrà comodamente effettuare recandosi presso un Punto Blu, magari quello dove aveva portato a far vedere il libretto per dimostrare che la targa AB12345 è di una moto, dove firmerà la disdetta e riconsegnerà l'apparato. Comodo. Chi non ha un Punto Blu sotto casa?

Se proprio siete pigri, allora potete fare tutto via Internet sul sito telepass.it, oppure inviare il modulo di recesso via PEC o Raccomandata R.R., in questo caso, con fotocopia della Carta di Identità, perché è risaputo che in giro è pieno di burloni che, per divertirsi, passano il tempo a disdire a nome vostro contratti resi inutili dall'altro contraente.


L'importante è che chi non si reca al Punto Blu di persona, si ricordi di restituire comunque il dispositivo entro venti giorni dal recesso, altrimenti scatta la penale di 25 euro. Quindi, ci si prepari a spendere qualche euro per l'invio via Raccomandata R.R. del pacchettino, per evitare di spenderne altri 25.

Piaciuta la fregatura?


Come, non sapevate nulla? Beh, è vero, anche adesso siamo in campagna elettorale e questo influenza leggermente la scelta delle notizie da dare e quelle da NON dare.



E all'estero?


Io vado spesso in Francia: hanno delle magnifiche strade da moto.
Ho ordinato via Internet cinque giorni fa, e appena ricevuto, il Telepass per le autostrade francesi (e anche sul fatto che non ci si riesca a mettere d'accordo a livello Europeo ci sarebbe da dire).
Ho speso 15 euro solo perché non sono andato a prenderlo di persona; pago 2 euro al mese ma solo i mesi in cui lo userò, altrimenti zero. Così se smetterò di usarlo, smetterò anche di pagare. Inoltre, non è associato ad alcuna targa: se vado in auto pago la tariffa per l'auto, in moto quella per la moto, e così via: è il casello che si accorge qual è il tipo di mezzo con cui il Telepass è passato e che, quindi, addebita l'importo giusto! Posso anche imprestare il dispositivo ad un amico: quando riceverò la fattura (mensile) mi farò rimborsare...

Eh ma la Francia è terzo mondo!

martedì 9 gennaio 2018

Lettera (quasi) d'amore al mio navigatore

So di far parte di una comunità in buona parte ormai canuta ma pare che i giovani d'oggi preferiscano viaggiare stando sul posto e tu fai proprio parte di questa nuova generazione: se non sono io a portarti a spasso, tu non viaggi. Ammettilo: non lo sai fare.

Sono trascorsi così pochi anni, eppure mi sembra di parlare di preistoria e oggi te lo devo proprio dire: quando non c'eri non mi mancavi.

Mi studiavo il percorso sulla cartina, memorizzavo alcuni punti di riferimento e qualche meta, e poi partivo. Senza di te.

Eppure sono sempre arrivato dove dovevo arrivare. Che poi questo non coincidesse tutte le volte con dove avevo pianificato era un aspetto marginale, privo di alcuna rilevanza.
Già allora la meta era il viaggio e, posso dire, avevo molte più possibilità di scoprire strade nuove pianificando l'itinerario dal vivo, incrocio dopo incrocio, paese dopo paese. Incontravo più spesso nuovi amici, passando con loro qualche momento davanti ad una birra a raccontarci le strade viste e quelle perdute.
È vero, ci sono destinazioni per le quali, senza di te, ho quasi timore a partire poi, però, è proprio quando mi perdo (anzi, quando mi sperdi) che inizio a divertirmi per davvero.

Così ho deciso che tra noi qualcosa cambierà.
Insubordinazione. Disobbedienza.
Rivoluzione. Insofferenza. Presunzione.
Chiamala come vuoi: io non ti seguirò più.

Continuerò a portarti in giro con me ma ti consulterò solo quando lo riterrò opportuno.
Sarò io a decidere ad ogni incrocio dove andare, seguendo quel mio senso dell'orientamento che in questi ultimi anni hai praticamente quasi cancellato.

Ci perderemo insieme ma cercherò di riportarti sempre a casa e, quando avrò bisogno del tuo parere, te lo chiederò, sapendo di poter contare su di te che, come hai sempre fatto, potrai portarmi a casa o farmi perdere ancora di più, rendendo così indimenticabile ogni mio viaggio.

Preparati, che andiamo.



lunedì 1 gennaio 2018

Sotto la pioggia

L'inverno è iniziato da poco e quest'anno si sta proponendo con più neve rispetto alla tendenza degli ultimi anni. Comunque, anche se i passi alpini sono quasi tutti chiusi, direi che c'è stato ancora parecchio spazio per giri e giretti, spesso all'asciutto ma a volte anche su acqua, neve e ghiaccio.

Siamo ai primi di gennaio ma ormai siamo tutti proiettati alla primavera, quando si uscirà più spesso approfittando del clima mite ma quando, ahimè, rischieremo maggiormente di trovare rovesci di pioggia tanto improvvisi quanto... prevedibili.

Qualcuno che ama guidare nella pioggia c'è, mentre per altri è indifferente e per molti, la maggioranza, è quantomeno, fastidioso. Al di là del fatto che ci si bagna, la causa principale di tale fastidio è da ricercarsi nel fatto che guidare sul bagnato è ritenuto più difficile quindi più pericoloso.

A me guidare sotto la pioggia non fa impazzire di piacere ma credo che farsi intimorire da un po' d'acqua sia un pessimo modo per rovinare, da soli, momenti in moto che con il meteo avverso acquisiscono un fascino diverso ma non meno seducente. Superiamo, quindi, la paura e vediamo come ridurre al minimo rischi, pericoli e fastidio quando piove o per terra è bagnato.


L'equipaggiamento

La prima cosa, per ridurre il fastidio, quindi poter essere maggiormente concentrati alla guida, è coprirsi adeguatamente, in questo caso, rendersi il più possibile impermeabili all'acqua.

Se non volete investire parecchio in completi o tute impermeabilizzate, solitamente con uno strato esterno in gore-tex, o anche solo per viaggiare d'estate, quando l'abbigliamento si fa più leggero, sotto la sella, nel bauletto, nello zaino, insomma, in qualunque posto abbiate a disposizione, ficcateci sempre una tuta antipioggia: ormai occupano spazi ridottissimi e anche se è previsto e garantito il sole per tutto il viaggio, non ci procurerà alcun fastidio averla con noi.

Costano abbastanza poco, quindi non lesinate sul prezzo: normalmente le più care sono quelle che garantiscono una maggiore tenuta, anche sotto una tempesta d'acqua. Poi, non aspettatevi mai di uscirne perfettamente asciutti: si dice che l'acqua sia molto sottile e riesca ad infilarsi dappertutto, quindi non lamentatevi e, in ogni caso, senza tuta, sareste stati bagnati marci.

Scegliete quella che preferite tra le intere, cioè in un unico pezzo e quelle composte da giacca e pantaloni. Le prime sono più difficili da mettere e togliere ma quando la pioggia si fa pesante garantiscono una tenuta migliore, mentre quelle in due pezzi sono più facilmente gestibili.

Intera o divisa, sceglietela di un colore ad alta visibilità, non nera o grigia! Quando piove la visibilità si abbassa e sappiamo quanto sia importante essere visti. Inoltre, quando capita una scivolata, anche di poco conto, che lascia il motociclista qualche momento sull'asfalto, non essere più che ben visibili dall'eventuale automobile che sopraggiunge può risultare fatale.
Infine, non aspettate mai che inizi a piovere per metterla: chiudere l'acqua dentro alla tuta non è una buona strategia per restare asciutti!

Riguardo al casco, non mi stanco mai di consigliare caschi integrali, magari modulari ma che coprano e proteggano anche la faccia, non tanto per mantenere la nostra bellezza ma perché facendo parte della testa va protetta il più possibile. Sotto la pioggia ci permetterà di tenere fuori l'acqua e se applicheremo una visierina anti-appannamento (pin-lock) all'interno della visiera, ci garantiremo anche una buona visuale.


Lo stile di guida

Guidare nella pioggia non dev'essere considerato più difficile né deve diventare causa di ansia e preoccupazione.
Punto primo: mantenere la calma.

Sul bagnato è solo un po' diverso ma non è più difficile, e se si seguono alcuni principi non è nemmeno più pericoloso. Vediamo quali sono.

Così come sull'asciutto, sul bagnato si deve guidare rilassati, senza tensioni o irrigidimenti. La posizione da mantenere è la stessa di sempre, con le mani normalmente appoggiate al manubrio e con schiena, spalle, gomiti e polsi rilassati: verificate che lo siano e se necessario fate qualche movimento per sciogliervi. Questo è un principio che vale sempre, anche sull'asciutto.

In teoria sul dritto le gomme oggi in commercio garantiscono una tenuta che ci permetterebbe di non dover rallentare la nostra normale andatura sul bagnato ma sappiamo tutti che non è sul dritto che si guida: un ostacolo, una piega improvvisa, una frenata, sull'acqua devono essere affrontati diversamente e, normalmente, richiedono più tempo, quindi ciò a cui si deve fare attenzione sono le distanze. Sul bagnato abbiamo bisogno di maggiori distanze per stare al sicuro e ciò, unito al calo di visibilità, richiede inevitabilmente una riduzione della velocità e un aumento del livello di attenzione.

Occhio a segnaletica orizzontale (strisce e scritte), ai tombini, binari, giunti di dilatazione, pozzanghere e a ogni anomalia del fondo che potrebbe ridurre la trazione compromettendo la tenuta.

Le variazioni di velocità devono essere più dolci, l'acceleratore dev'essere aperto e chiuso con più delicatezza e i freni devono essere utilizzati in modo completamente diverso.

Accelerare e decelerare

Abbiamo già detto che serve maggiore dolcezza sia ad aprire sia a chiudere il gas, anche le marce vanno cambiate prestando maggiore attenzione al numero dei giri. Quando si arriva alla curva si deve scalare un po' prima del solito e, prima di aprire il gas, è meglio aspettare di averla completata!

Attenzione alla velocità, perché sul bagnato la relazione tra la velocità e lo spazio necessario a fermarsi è molto diversa, richiedendo spazi che, al crescere della velocità, crescono esponenzialmente. Non si deve aver paura di esagerare a stimare lo spazio necessario a fermarsi.


Frenare

La frenata non è né immediata né prevedibile come sull'asciutto, quindi è importantissimo riservarsi uno spazio maggiore, aumentando la distanza dai mezzi che ci precedono e iniziando a rallentare prima quando si vedono ostacoli, incroci o situazioni potenzialmente pericolose. Mantenere una distanza maggiore dai mezzi che ci precedono, inoltre, ci aiuterà anche a preservare un po' di visibilità in più, visto che la visiera raccoglierà meno acqua!

Il modo di frenare cambia. Se hai una moto che ha il ripartitore di frenata (EBD) allora farà tutto lui al posto tuo (e se ti piace avere il controllo del mezzo ti divertirai un po' meno), altrimenti dovrai ricordare, come sullo sterrato, sulla neve o con fondo scivoloso, che mentre sei in grado di gestire una ruota posteriore che sbanda, se ti succede con quella davanti in un attimo ti ritrovi a baciare l'asfalto. Quindi, in questi casi i freni vanno utilizzati in combinazione tra di loro, con una frenata sbilanciata verso il posteriore: 40% davanti e 60% dietro.
Cerca di essere sempre in condizione di pinzare i freni lentamente, mai di colpo: gli improvvisi cambi di velocità sono quelli che, solitamente, fanno scivolare la moto.

Esperienza

Ciò che è in grado di farci guidare al sicuro sotto l'acqua, in definitiva, è l'esperienza.
Gli accorgimenti, come avete letto, sono pochi e molto semplici, ciò che è importante è la pratica, quindi, se potete, quando piove prendete la vostra moto e fatevi dei bei giri: migliorerete in breve tempo la vostra guida sul bagnato, cacciando via fastidi e preoccupazioni, che lasceranno spazio al divertimento.
Fondamentale è non arrivare a credere di essere diventati dei maghi del bagnato, perché l'unica in grado di fare magie, senza che vi rendiate conto di come fa, è proprio lei, l'acqua sulla strada.