martedì 23 maggio 2017

Musée da la Moto d'Entravaux


La cittadina, anzi, il piccolo paese, è uno dei crocevia della Francia dei passi e delle gole: Entrevaux, nel dipartimento delle Alpi dell'Alta Provenza, nell'arrondissement di Castellane, quello delle Gole del Verdon, per intenderci, un paradiso per i motociclisti.
Ingresso e veduta aerea di Entrevaux
E in quel paradiso, proprio in quel piccolo paese, un angolo è riservato ai motociclisti che sanno apprezzare e che amano la loro stessa storia, quella dei motori, delle corse, delle motociclette, dei piloti.
Due uomini, Michel e Franck Lucani, di chiare origini italiane, nel corso degli anni hanno raccolto le testimonianze di quella storia, mettendo insieme un'eccezionale collezione di motoveicoli, dai piccoli Solex e Mosquitos, nelle declinazioni più fantasiose, alle più potenti moto da gara appartenute ai piloti che ammiravamo negli anni 60 e 70, tutte rigorosamente restaurate e riportate agli antichi splendori. Tutte funzionanti.

Un angolo di paradiso, appunto, e in quanto tale, abbastanza ben nascosto tra le viuzze, percorribili solo a piedi, del piccolo gioiello che è Entrevaux. Pochissima pubblicità, a quanto pare nessuna forma di sponsorizzazione, solo la buona volontà con cui Michel e Franck hanno creato, in diversi decenni, uno splendido Museo della Moto.

Ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con Michel, un signore che porta i suoi 84 anni con una leggerezza ed una grazia invidiabili e che parla anche un perfetto italiano.


Io e il signor Michel Lucani
Mi ha raccontato che ha raccolto i primi pezzi perché gli dispiaceva che espressioni così alte di meccanica ed estetica andassero irrimediabilmente perse; poi, nemmeno troppo lentamente, quella passione è diventata lo scopo della sua vita, alimentata dall'incontro con vecchi sconosciuti modelli e, soprattutto, dallo stupore delle persone a cui li mostrava.

Il prototipo del museo attuale ha visto la luce nel 1981 e da allora non ha mai smesso di crescere.
Andato in pensione relativamente giovane, almeno per i nostri standard, Michel si è dedicato a tempo pieno alla sua passione, nella quale aveva già coinvolto il figlio Franck.

Oggi il suo, anzi, il loro museo è conosciuto dagli addetti ai lavori, dai collezionisti e dagli altri appassionati come lui ma, purtroppo, non abbastanza pubblicizzato né conosciuto da tutti gli altri.
Non perdete l'occasione di una visita: ne vale veramente la pena.

I locali sono pochi e piccoli e pare impossibile che quasi 80 moto siano potute entrare ed essere ben visibili. Ci si rende conto presto che l'allestimento al piano superiore è stato possibile solo passando tutte le moto attraverso una finestra che da su una strada larga un metro... decine di moto esposte, in ogni sala, su due o tre livelli, ognuna con la sua targhetta esplicativa, ognuna con la sua storia da raccontare.

Altri 40 pezzi stoccati in un altro locale non accessibile perché troppo pieno e altre ancora nelle cantine. Tra queste una Suzuki 250 che il mitico Barry Sheen aveva utilizzato nel mondiale.

Il nostro redattore Michele, che ci ha accompagnato durante la visita, qui ha spunti per gli articoli della sua rubrica per i prossimi vent'anni!


Non ho incontrato Franck ma il signor Michel è sempre disponibile ad accompagnare chiunque ad una visita al suo museo. Il prezzo del biglietto? Ma quale biglietto?! La visita è gratuita e, chi vuole, lascia un suo contributo in un piatto posto vicino all'ingresso.

Credo che le istituzioni locali, a partire dal comune, per arrivare al cantone, all'arrondissement e anche alla regione, dovrebbero investire sull'enorme lavoro fatto da Michel e Franck, mettendo loro a disposizione dei locali adeguati ad un vero e proprio grande museo, al loro magnifico Museo della Moto di Entrevaux.

Musée de la Moto d'Entrevaux
Michel et Franck Lucani
Rue Serpente
04320 Entrevaux
Tél: +33 04 93 79 12 70
franck.lucani@wanadoo.fr
ENTRÉE GRATUITE

Il museo è aperto,
da giugno a settembre,
tutti i giorni
dalle 10:00 alle 12:30
e
dalle 14:00 alle 18:00

domenica 21 maggio 2017

Tra Sanremo e San Romolo: il tour delle strade strette

Il brevissimo, quasi interminabile giro nell'entroterra di Sanremo, sulle strade del famoso rally, respirandone la storia.
Una prima parte, di una ventina di km da percorrere in più di un'ora (soste comprese), poi un tracciato di altri 12 km per una mezz'ora di discesa, ritornando al mare.

Partiamo dallo splendido lungomare di Sanremo verso ovest, verso Ospedaletti e Bordighera. A seconda del punto di partenza, percorreremo un pezzo di S.S. 1, Aurelia, più o meno lungo che, specie d'estate, è parecchio trafficato ma ben presto usciremo dal via vai per affrontare un itinerario che si rivelerà fin da subito un piccolo gioiello, del quale dobbiamo ringraziare l'amico Carlo.

Luogo
Coordinate
Lungomare SanremoN43.813078 E7.768243
Inizio SP80N43.796514 E7.733978
SP80N43.801349 E7.730629
Inizio Str. Monte OrtigaraN43.802549 E7.732118
Strada Monte OrtigaraN43.821477 E7.728707
Giro del MarzoccoN43.830668 E7.719919
San RomoloN43.857698 E7.726911
Strada Sen. E. MarsagliaN43.841607 E7.744084
Giardini Regina ElenaN43.820082 E7.774840

Uscendo da Sanremo dovremo prestare attenzione alla segnaletica, che ci indicherà, sulla destra ma con un cartello posto a sinistra, la strada per Coldirodi.

Dobbiamo effettuare una svolta molto chiusa, infilandoci in una strada stretta, come tutte le strade di questo itinerario, quindi iniziamo subito con una sequenza lenta di una dozzina tornantini che ci permettono di salire abbastanza rapidamente e avere, immediatamente, una bella veduta sul mare.

Dopo i primi sei tornanti, allo stop teniamo la destra, seguendo le indicazioni per Coldirodi.


Al primo bivio manteniamo ancora la strada per Coldirodi, questa volta a sinistra, entrando sulla bellissima e a tratti ben ombreggiata Strada Monte Ortigara, teatro dei rally di Sanremo.

Giunti alle prime case di Coldirodi, un cartello ci indica che per raggiungere San Romolo dovremo svoltare a destra, proseguendo su Via Monte Ortigara e costeggiando il centro abitato di Coldirodi.

Continuiamo a salire tra muretti, case e serre, fino a quando passeremo proprio a fianco dell'ingresso dell'autostrada, che supereremo passando sopra ad una delle tante gallerie che la caratterizzano.

Al di là dell'autostrada continuiamo ancora a salire (lo faremo fino a San Romolo) in un paesaggio dove case, muretti e serre iniziano ad essere sempre più distanti tra loro e, poi, anche da noi.

Dopo pochi km la strada scorre, sempre stretta, in collina, tra una vegetazione dapprima fitta ma non tanto alta, per poi portarci tra bellissimi boschi ombrosi. Gli spazi tra un bosco e l'altro lasciano intravedere il panorama su Sanremo e le città vicine, che diventa sempre più aperto e spettacolare man mano che ci avviciniamo alla curva nota come Giro del Marzocco, dove godere della migliore veduta su Sanremo e respirare l'aria di uno dei più famosi rally del mondo.

A questo punto mancano solo 6 km a San Romolo ma ci vorrà ancora un quarto d'ora per percorrerli: la strada strada continua ad essere stretta, molto sinuosa tra boschi e tratti in pieno sole.


Giunti a San Romolo è certamente opportuna una sosta al Bar Ristorante Dall'Ava, dove il titolare, Orlando Dall'Ara, è un ex pilota di auto e moto e, oltre ad aver tappezzato le pareti di foto e targhe delle sue imprese, è sempre disponibile per quattro chiacchiere su una vita affascinante, fatta di corse e motori. Un luogo per appassionati di auto, moto e corse, oltre che di buona cucina.

Il sig. Orlando Dall'Ara, ex pilota di auto e moto
Sopra: esterno e interni del suo ristorante
Il bar ristorante si trova in un parco molto bucolico, tranquillo e fresco, vicino alla chiesa di San Romolo, da dove godere dell'ennesimo panorama sul mare.
Nel dehor un castagno che, stando a quanto scritto sulla targa, avrebbe 7-800 anni.

Ripartiamo tornando sui nostri passi... pardon, sulle nostre pieghe per 750 mt, giungendo ad un bivio dove terremo la sinistra, sulla strada principale per Sanremo.

Scenderemo tra i boschi, sulla SP56, intitolata al Sen. Ernesto Marsaglia, verso il centro della città, percorrendo molta meno strada, quindi con pendenze un po' più pronunciate ma mai fastidiose né pericolose.

L'arrivo del giro è al belvedere dei giardini Regina Elena, da dove partire per nuove strade, ad esempio per Bussana Vecchia, Taggia, Triora... Ma questi, un giorno, saranno nuovi itinerari di Strade da Moto.

Ricordiamoci che tutte le strade di questo itinerario sono strette ma a doppio senso, quindi, specie prima delle curve cieche, viaggiamo tenendo bene la destra e rallentando molto. Avremo più tempo per godere di questo breve quanto fantastico giro.

Nel filmato qui sotto qualche pezzo della Strada Monte Ortigara.


venerdì 5 maggio 2017

Nel Vercors, avec la plus belle de la France

Appena tornato si è lamentato per il freddo che questa strana primavera ha riservato a lui e ai suoi compagni di viaggio ma il suo entusiasmo per il giro appena fatto era palpabile.
Fabrizio me l'aveva promesso e lo ha fatto: il suo giro nel Vercors è ora uno degli itinerari di Strade da Moto.

Il Vercors è un parco naturale regionale francese, che prende il nome dal gruppo montuoso, detto appunto Massiccio del Vercors, e che si trova a sud ovest di Grenoble, tra le regioni Isère e Drôme.
Con i suoi 2.346 mt. slm, il Grand Veymont è la cima più alta del massiccio.

Il parco si contraddistingue per il susseguirsi di gole profonde, grotte e orridi, falesie scoscese, altipiani, alpeggi e foreste.
Le strade che attraversano il parco si sono ovviamente dovute adattare all'ambiente prealpino e lo hanno fatto creando delle tracce che, di volta in volta, i mastri motociclisti, così come i semplici appassionati, utilizzano per disegnare i loro percorsi.

L'itinerario completo, partendo e arrivando a Barcelonnette, si sviluppa interamente in Francia su più di 800 km ma può essere frammentato in più itinerari da affrontarsi, magari, in momenti diversi.

Ipotizzando di volerlo affrontare così com'è, dovremo prevedere tre giorni in moto, con due pernottamenti dalle parti di Grenoble. L'Hotel Ibis Budget (2 stelle) di Grenoble Sud è stata la scelta del gruppo di Fabrizio e pare essere una buona idea.

Primo giorno

Barcelonnette - Grenoble - 165 km. circa

Luogo
Coordinate
BarcelonnetteN44.386305 E6.650618
GapN44.547747 E6.065977
VizilleN45.077270 E5.772684
Grenoble - Hotel Ibis BudgetN45.158700 E5.697465

Da Barcelonnette ci dirigiamo verso Gap, tenendo alla nostra destra il lago di Serre Ponçon, prima, e poi alla nostra sinistra il fiume Durance, che lo alimenta.

66 km di strada che si dimostrerà essere un ottimo riscaldamento per ciò che ci aspetta a Gap: la mitica N85, la Route Napoléon che percorreremo per 100 km, fino a dove finisce: Grenoble. È consigliata una sosta a Vizille, dove è possibile visitare il castello e il parco adiacente.

Secondo giorno

Il giro può essere diviso in due parti, magari inframmezzate da un pranzo in uno dei ristoranti di Saint Jean en Royans.

Prima parte: Grenoble - Saint Jean en Royans - 165 km circa

Luogo
Coordinate
Grenoble - Hotel Ibis BudgetN45.158700 E5.697465
Lans en VercorsN45.128369 E5.588290
Villard de LansN45.076098 E5.550414
Pont en RoyansN45.060522 E5.347250
Col de CarriN44.944168 E5.362266
Col de la PortetteN44.956658 E5.294728
Col de la BatailleN44.899048 E5.230154
Col des LimouchesN44.886569 E5.159073
Les Taureaux NordN44.957342 E5.129065
Saint Jean en RoyansN45.016862 E5.292030

Ci dirigiamo verso ovest su una strada, Avenue Louis Vicat, che presenta fin da subito un andamento molto movimentato, e non la lasceremo fino a Lans en Vercors, lì a 23 km, dove alla rotonda svoltiamo  tutto a sinistra, verso Villard de Lans, sulla D531 e all'ennesima rotonda terremo la destra, sempre sulla D531 che ci porterà fino a Pont en Royans. Un tratto che, tra un borgo ed un villaggio, ci porta dalla campagna ai boschi alle gole, con molte curve e un asfalto, per la maggior parte dei tratti, bello liscio.
Attenzione al bivio che incontriamo circa 7 km dopo Villard de Lans: oggi teniamo la destra, per La Balme de Rencurel e Pont en Royans, domani ripasseremo da qui e prenderemo a sinistra, per Saint Julien en Vercors.

Giunti a Pont en Royans procediamo diritto, verso sud, per Sainte Eulalie e Saint Jean en Royans, imboccando la D518 che ci accompagnerà fino a La Chapelle en Vercors. Siamo nel cuore del parco. In centro al paese abbandoniamo la D518 svoltando a destra per Vassieux en Vercors.
Da qui, in 35 km, un percorso dall'andamento molto dolce, tra campi e boschi, ci porta attraverso un paio di piccoli colli: Col de Carri e Col de la Portette, al primo vero colle di oggi, il Col de la Bataille, che ci proietta tra panorami notevoli e, una volta in cresta, al Tunnel du Col de la Bataille, una breve galleria a 1.336 mt slm.
Col de la Bataille
La discesa ci porta nuovamente tra magnifici boschi fino a Leoncel, dove vale la pena di dare un'occhiata all'abbazia, fondata nel 1.137 e chiusa alla fine del 18° secolo. Un bell'esempio di architettura romanica con accenni di gotico.
L'Abbazia di Leoncel
Lasciamoci dietro l'abbazia e continuiamo sulla D70 fino a La Vacherie e, appena superato il villaggio, svoltiamo stretto a destra. Dopo aver percorso solo 6 km dall'abbazia ci troveremo a scavallare il Col des Limouches. Se non fosse per il cartello al lato della strada, che ci indica i 1.086 mt del colle, non ce ne saremmo proprio accorti. Comunque si continua su strada con un fondo molto buono e una bella discesa, da percorrere in poco più di una decina di minuti, ci porterà a Peyrus, circa 700 mt più in basso.

Da Peyrus proseguiamo verso nord est, su una strada pianeggiante e con un andamento orizzontale molto dolce, per una ventina di km, fino a incontrare il fiume Isèran, poi terremo la destra per altri 10 km, fino a Saint Jean en Royans, il paese delle case sospese sul fiume, dove concludiamo questo tratto. Se proseguirete per il secondo tratto, a pranzo mantenetevi leggeri... continuate a leggere e scoprirete il perché.
Saint Jean en Royans

Seconda parte: Saint Jean en Royans - Grenoble - 140 km circa

Luogo
Coordinate
Saint Jean en RoyansN45.016862 E5.292030
Cirque de Combe LavalN45.004939 E5.329768
Col de la MachineN44.976426 E5.333718
Saint Laurent en RoyansN45.028023 E5.325709
La SôneN45.111695 E5.278355
Saint Antoine l'AbbayeN45.174937 E5.217559
Col Plan du FazN45.116344 E5.396176
Malleval en VercorsN45.146772 E5.437056
Grenoble - Hotel Ibis BudgetN45.158700 E5.697465

Usciamo da Saint Jean in direzione sud, seguendo le indicazioni per Combe Laval e Col de la Machine. Vi siete tenuti leggeri? Meglio di sì, perché questa parte dell'itinerario inizia veramente con il botto: da Saint Jean al Col de la Machine percorreremo il tratto di strada considerato, dai francesi, il più bello e spettacolare della Francia, tanto da proclamarlo, nel 1991, patrimonio nazionale:

En raison de son grand intérêt paysager, Combe Laval est protégée en tant que site classé au titre des articles L341 et suivants du code de l'environnement (décret du 28 janvier 1991).
Veduta di Cirque de Combe Laval

La strada, costruita alla fine del 19° secolo per trasportare il legname dalla Forêt de Lente a St-Jean-en-Royans, oggi è un'attrazione turistica, paradiso dei motociclisti.
Letteralmente scolpita nella fiancata della montagna si snoda tra strapiombi e gallerie e panorami mozzafiato.
Veduta di Cirque de Combe Laval

In 12 km passiamo dai 270 mt di Saint Jean en Royans ai 1.023 del Col de la Machine ma l'andamento è tutt'altro che uniforme, così incontriamo tratti in discesa e tratti molto in salita. Lo spettacolo è eccezionale: la strada è un susseguirsi di gallerie e veri e propri balconi sulla valle sottostante.
Vedute di Cirque de Combe Laval

Giunti al Col de la Machine potremmo proseguire per Vassieux en Vercors ma il tratto più emozionante di quello che è chiamato il Cirque de Combe Laval è ormai finito, così, appena passato il colle, svoltiamo a sinistra per Saint Laurent en Royans, che raggiungeremo percorrendo tutti i 17 km che compongono la D2, prima in salita e poi in una bella discesa con qualche galleria, che ci riporterà a fondo valle.

Da Saint Laurent la strada si fa nuovamente più ampia e rettilinea. Proseguiamo verso nord ovest, verso Saint Just de Claix e Chatte, dove faremo una deviazione al percorso per andare a visitare Saint Antoine l'Abbaye, dove troviamo il castello, i giardini, l'arco... insomma: tanta roba, e visto che manca solo un'ora alla base, vale la pena di fare una sosta per una visita, mentre si digeriscono le curve e i panorami del Cirque de Combe.
Saint Antoine l'Abbaye

Ripercorriamo gli 8 km che ci separano da Chatte e, dopo il ponte, nel giro di 500 mt. svoltiamo a sinistra, ancora a sinistra e poi a destra, verso il Plan du Faz, un pezzetto molto articolato e che va man mano restringendosi, che ci porta a Malleval en Vercors e poi a Cognin les Gorges e, infine, a costeggiare l'Iséran, controcorrente, che ci accompagnerà fin quasi all'hotel.

Terzo giorno - rientro a Barcelonnette


Il terzo giorno è un po' più per culi duri: 340 Km in 7 ore circa.
Anche in questo caso dividiamo il giro in due parti. Un buon posto per la sosta potrebbe essere La Taverne de Jocou... pare sia proprio al punto giusto.

Prima parte: Grenoble - Col de la Croix Haute - 163 Km circa

Luogo
Coordinate
Grenoble - Hotel Ibis BudgetN45.158700 E5.697465
Villard de LansN45.076503 E5.550726
Pas de CanardN44.994828 E5.440444
Col de RoussetN44.840595 E5.405820
DieN44.750992 E5.370128
Col de MenéeN44.758023 E5.603667
Col du PrayerN44.785251 E5.598734
Col de la Croix HauteN44.723776 E5.677434
La Taverne de JocouN44.701134 E5.681780

I primi 38 km sono gli stessi già percorsi ieri mattina ma dopo Villard de Lans, al bivio dove ieri abbiamo tenuto la destra, oggi teniamo la sinistra, verso Saint Julien en Vercors e tutta un'altra serie di santi che raggiungiamo e superiamo abbastanza in fretta, verso sud, su una strada sinuosa ma veloce, in mezzo ai prati, attraversando anche un passo, il Pas de Canard, senza nemmeno accorgercene. È solo quando ci avviciniamo al Col de Rousset che l'andamento della strada si fa più vivace e iniziamo a salire. Non molto, in realtà, infatti arriviamo abbastanza in fretta ai 1.254 mt del colle, dove dobbiamo infilarci nella galleria lunga quasi 700 mt, dopo la quale la strada diventa veramente divertente e i panorami iniziano a stupire, per tutta la discesa che ci porta fino a Die.
Col de Rousset

A Die proseguiamo diritto affrontando un tratto di una ventina di km che definirei di spostamento, fino a trovare un paio di tornanti che segnano l'inizio della salita ai 1.402 mt del Col de Menée, che troviamo lì a una quindicina di km.
Col de Menée

Un'altra breve galleria per scollinare, rientrando nella regione dell'Isére.
I primi sei km di discesa dulla D7 sono più tortuosi e ci portano al Col du Prayer, che supereremo senza vederlo perché non mi pare sia segnalato. Poi, sempre sulla D7, ritorneremo tra boschi e prati per scendere fino a Clelles, dove, tenendo la destra, su un'ampia e liscia D1075 ci dirigeremo verso i 1.179 mt del Col de la Croix Haute. Un colle veramente semplice, con una strada che è quasi una pista: attenzione a non correre. Arrivati in cima, se vogliamo rifocillarci alla Taverne de Jocou, proseguiamo per poco più di due km e possiamo finalmente riposare.
Col de la Croix Haute

Seconda parte: Col de la Croix Haute - Barcelonnette - 176 km circa

Luogo
Coordinate
La Taverne de JocouN44.701134 E5.681780
Col de GrimoneN44.691396 E5.654054
BoulcN44.648214 E5.565617
Col de MisconN44.628886 E5.543932
Col de CabreN44.548983 E5.598104
Col du PignonN44.507887 E5.763489
BarcillonnetteN44.434574 E5.919122
BarcelonnetteN44.386305 E6.650618

Appena ripartiti da La Croix-Haute, La Taverne de Jocou per chi si è fermato lì, abbandoniamo la D1075 e prendiamo a destra, verso il Col de Grimone, che è ad appena 4 km. Il fondo presenta un po' di rappezzi ma resta abbastanza liscio e i 1.318 mt del colle si raggiungono molto in fretta dopo poche curve.
Col de Grimone

La discesa inizialmente presenta pochi tornanti e bellissime viste sul fondovalle, poi la valle inizia a stringersi sempre di più, finché tre brevi gallerie ci segnalano l'inizio di una stretta e spettacolare gola: il Défilé du Charan, che, in meno di 4 km, ci porta dritti alle Gorges des Gâts, quindi al Col de Miscon.
Gorges des Gâts

Scendendo, superato Boulc, bisogna stare molto attenti a Prés du Moulin a tenere la destra per imboccare il ponticello sulla destra, su una stradina asfaltata che ci porta al Col de Miscon, la strada più stretta dell'intero itinerario, con pendenze intorno al 9%, comunque tranquillamente fattibile, tra rocce e muretti per un ambiente veramente di montagna, selvaggio.
Col de Miscon

Anche qui in pochi km ci troveremo a fondovalle, dove, allo stop, proseguiremo a sinistra per Beaurieres sulla D93, di nuovo bella ampia, liscia e abbastanza rettilinea: un po' di riposo fino al paese, dove iniziamo a salire per il Col de Cabre, su una strada ancora ampia e liscia e dai tornanti dolci. Giunti in cima abbandoniamo la regione Drôme per le Alte Alpi e scendiamo lentamente verso il Col du Pignon, da dove solo un centinaio di chilometri su strade ampie e sinuose ci separeranno dall'arrivo a Barcelonnette.
Col de Cabre

Il giro è terminato, il ritorno a casa, probabilmente via Colle della Maddalena, rappresenterà l'ultimo sforzo di questo magnifico giro, per il quale ringraziamo, ancora, Fabrizio.