domenica 14 aprile 2019

Le emozioni di un viaggio


Colle di Tenda, asciutto

Asciutto. È la prima volta quest'anno, e gli pare strano, quasi brutto, all'inizio. Il disagio della novità. Ci ha riflettuto un momento e il disagio è passato, pensando a quanto è meglio adesso rispetto a quest'autunno, così ha deciso di non chiudere al nuovo, di aprire al nuovo, anzi, di aprire e lasciare aperto, almeno finché riesce.
Funziona, così gli viene da ridere, fino a quando arriva dove la coda che si aspettava non c'è e il verde, anche se sta finendo, è luminoso come mai lo è stato. È lì che gli scappa un urlo che nessuno può sentire e si infila, completamente solo, in quello che improvvisamente si trasforma nel tunnel del divertimento.
Di là del confine il tempo (meteorologicamente parlando) è più bello, così esce dal tunnel ma non dal divertimento, anzi, gli pare che quello non debba finire mai, e anche se sa che da qualche parte c'è Alice che l'aspetta, continua per la sua strada, precedendo la sua felicità e sorprendendo anche Alice, la cui assenza pare sorridergli.

Brouis - Sospel - Braus

Ha appena imparato a guardare avanti evitando la monotonia, il ripetersi del passato; ormai crede di sapersi muovere come una serpe tra le trappole della routine. A volte guarda indietro per assicurarsi che il passato non torni come un rigurgito, così si accorge presto che ci sta provando, proprio mentre lui si sta godendo il miglior presente possibile, presagio di un futuro prossimo ancora migliore.
Così gli torna in mente perché sta viaggiando: la sua eterna fuga. Non ha una meta precisa, ha solo quel viaggio e deve portarlo a termine senza mai tornare sui suoi passi mentre questi, come grossi nuvoloni neri, carichi di rabbia, paiono avvicinarsi minacciosi ma lui non si spaventa.
Li ignora, continuando per la sua strada, continuando a fuggire, immergendosi nel presente e vedendo il futuro modificarsi rapidamente...

Nizza - Cagnes in città

Ma le cose non vanno come spera e le distanze si accorciano, tutto, intorno, diventa corto, stretto, soffocante; l'aria della monotonia si fa sempre più spessa, pesante. Non riesce quasi più a divincolarsi quando vede un'unica via d'uscita: il male di tutti i mali non sarà mai peggio della noia della monotonia, così la sorprende facendo ciò che lei non si sarebbe mai aspettata e prende una nuova strada, noiosa per definizione ma la cui diversità la spiazza lasciandola indietro, stordita.


Cagnes - Frejus, in autostrada

Gli spazi si riaprono ripetendo forme sempre uguali a loro stesse ma il breve istante in cui lui apprezza la nuova forma che la monotonia sta assumendo mentre si riprende, gli permette di giungere in nuovi luoghi, e prima che questa riesca a riprendersi lui riesce a cambiare ancora e a sparire in un dedalo di strade diverse, nella forma, nei colori, negli odori.

Frejus - Sainte Maxime - Hyères

Su queste nuove strade l'aria ora è frizzante, non c'è bisogno di voltarsi indietro per sapere che la fuga sta riuscendo. Il tempo ha ripreso a correre e lui anche.
Può solo temere che la varietà diventi così preponderante da diventare monotona, allo stesso modo in cui la luce può accecare e condannare al buio.
Si rende così conto di essere condannato a fuggire per tutta la vita ma è una condanna che accetta di buon grado perché sa che l'alternativa è una condanna a morte per noia.

Epilogo: L'acte d'eux, a cena con l'orso

La fuga vuole le sue pause: sono i momenti più pericolosi, durante i quali la monotonia si dà maggiormente da fare per raggiungerlo.
Ha appena scoperto un ristorantino che pare molto vivace e scopre presto che i clienti sono i componenti della compagnia che reciterà, di lì a poco, nel piccolo teatro a fianco. Torna dopo un'ora, proprio mentre a teatro lo spettacolo sta per cominciare e il ristorante sta cambiando la clientela. Si siede ad un tavolo e nota che il suo è l'unico dov'è seduta una sola persona: due tavoli da due, uno da quattro, uno da sei e uno da sette persone. Tutte che chiacchierano senza mai gridare, a volte ridono e, a fronte di nuove portate, lasciano spesso calare un po' di silenzio.
Dopo un po' quelle voci lui non le sente più. I suoi pensieri sovrastano il vociare degli altri clienti e gli presentano la realtà: lui è un orso.
"Viaggi da solo, mangi da solo, stai da solo, non perché ti piaccia particolarmente farlo ma perché è più facile, non richiede sforzi, sopportazione, tolleranza, condivisione..."

Lui ascolta per un po' poi caccia quei pensieri e ordina un altro bicchiere di vino senza sentirsi affatto in colpa perché, d'altra parte, lui è veramente un orso.

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