giovedì 2 agosto 2018

Escursioni, giri in moto e responsabilità dell'organizzatore

Me ne stavo bel bello a pianificare giri in moto, con amici, quando ho ricevuto un'email da Claudio che mi ha subito messo in ansia.

Chi è Claudio? Non importa, uno di noi. Ora voglio parlare della mail che mi ha inviato e del problema che ha sollevato, non di lui.

Ecco il testo del messaggio:
Ciao, hai delle informazioni riguardo la nuova normativa in merito all'organizzazione di gite fra amici? Ho sentito dire che vi è una responsabilità penale a carico di chi si prende la briga dell'organizzazione anche per gite di un solo giorno fatte tra amici di vecchia data. Ti risulta?
Dalle mie ricerche in Internet non sono riuscito a comprendere i limiti delle responsabilità che comunque sembrano esserci.
Ho telefonato e scritto agli uffici del turismo senza però avere risposta.
Grazie
Ciao
Claudio
Io qualche giro l'organizzo, quindi mi sono sentito chiamato in causa; poi, chiunque vada in moto, prima o dopo un giro l'ha organizzato o l'organizzerà, quindi ho pensato che l'argomento meritasse un approfondimento, così mi sono messo a cercare in rete.

In effetti, in rete ho trovato un po' di informazioni ma sempre molto aleatorie, niente di preciso e circostanziato. Allora sì, vale proprio la pena di approfondire l'argomento, così ho anche chiesto il parere del mio amico avvocato Gianfranco.
Tengo a precisare che Gianfranco non è responsabile di ciò che scrivo perché scrivo ciò che capisco e non coincide sempre con ciò che mi viene detto! 

Sintetizziamo la domanda: quali responsabilità ha chi organizza un'escursione in moto tra amici?

In linguaggio legalese, la cosa più importante è sempre chiarire il significato delle parole: che cosa intendiamo per organizzare un'escursione?

L'organizzazione di un'escursione prevede diversi livelli, dal semplice pianificare data e ora di partenza e, grossomodo, un itinerario, al definire tappa per tappa orari, punti di ristoro e strutture per il pernottamento, fino all'occuparsi della logistica (trasporto di persone, moto e attrezzature) magari con tratte in nave o aereo...
Come vedete, c'è di tutto.
La discriminante tra organizzare un giro o un'escursione e organizzare un giro o un'escursione tra amici sono i soldi.
Se chi organizza il giro lo fa perché è il più intraprendente del gruppo e gli piace farlo e non è pagato per farlo, allora nessun problema.
Se, invece, l'organizzatore è una persona o una struttura che lo fa a scopo di lucro o, comunque, facendosi pagare per il servizio, allora l'organizzazione del giro non è più tra amici ma diventa un'altra cosa, diversamente regolamentata.

Dal punto di vista della responsabilità la differenza è minima, in quanto non vi è responsabilità oggettiva ma, in caso di problemi, occorre dimostrare l'eventuale colpa dell'organizzatore.
A parte che nel giro tra amici, bisognerebbe individuarlo, un responsabile, e non basta che uno abbia detto "partiamo alle nove e andiamo là" perché automaticamente sia responsabile di tutto ciò che accade, in entrambi i casi, come sempre, la responsabilità di un eventuale evento nefasto è in capo a chi l'ha causato.

Nel giro organizzato dall'associazione o dal professionista dei giri guidati o da qualsiasi altra struttura, c'è un po' di responsabilità in più in capo all'organizzatore, il quale si deve fare carico di tutte le comunicazioni, sia ai partecipanti, in merito alla tipologia e al livello di difficoltà del giro, sia, se necessario, alle amministrazioni locali e alle forze dell'ordine: se il numero di partecipanti è elevato e rischia di creare inconvenienti alla circolazione, è necessario avvisare le forze dell'ordine circa gli orari e i luoghi dei passaggi, in modo che possano inviare pattuglie a controllare e dirigere il traffico nei punti più a rischio.

Spesso, anzi quasi sempre, gli organizzatori chiamiamoli professionali si fanno firmare dai partecipanti un documento che dovrebbe scaricarli dalle responsabilità implicite nell'organizzazione stessa ma in caso di problemi, qualora risultasse una colpa dell'organizzatore, quel documento non avrebbe valore, in quanto non è possibile sollevare alcuno dalle proprie responsabilità. Ecco uno dei tanti esempi che ho trovato in rete:
Così non serve a niente. Quel tipo di documento andrebbe redatto per mettere al corrente il partecipante circa i rischi che andrà a correre, in modo che abbia ben chiari la tipologia delle strade che si percorreranno, il tipo di moto e il livello di esperienza e preparazione richiesti.
A quel punto, se durante il giro organizzato da Tizio, Caio cade e si fa male... la responsabilità sarà di Caio o di chi l'ha fatto cadere, non di Tizio.

Mi sento quindi di tranquillizzare Claudio: non vi è alcuna nuova normativa, se organizzi dei giri con i tuoi amici e non lo fai di mestiere o per soldi, allora non corri alcun rischio. Ti consiglio solo, se prevedi gruppi numerosi, di prenderti la briga di avvisare i Carabinieri: smisteranno loro l'informazione agli uffici e alle caserme interessate.

Per le associazioni: non pensiate di scaricarvi dalle responsabilità con una firma sotto tre parole magiche, piuttosto fate in modo che i partecipanti non possano mai dire che non immaginavano che il giro fosse così difficile e pericoloso: avvisateli prima il più obiettivamente possibile circa ciò che si troveranno a dover affrontare.

Concluderei con un aspetto che alcuni non considerano e che, a mio avviso, ha causato le perplessità di Claudio, dal momento che le associazioni di categoria delle agenzie di viaggio, periodicamente fanno un po' di campagna terroristica su Internet: mentre chiunque può organizzare un giro in moto, non tutti possono svolgere l'attività di organizzazione di giri ed escursioni in moto, in quanto questi sono considerati veri e propri pacchetti turistici, per i quali è obbligatoria la licenza di agenzie di viaggio e di turismo.

Esistono professionisti che di mestiere organizzano escursioni, dove i partecipanti pagano una quota che comprende vitto, alloggio e tutti i servizi annessi al giro. Tra questi, quelli sprovvisti di licenza di agenzia di viaggio e turismo, sono fuori legge (art. 9, L. 17.5.1983, n. 217 e art. 2, D.Lgs. 17.3.1995, n. 111).
Secondo l'Agenzia delle Entrate, anche il cliente ha la sua parte di responsabilità in quanto "deve preoccuparsi di richiedere un contratto di viaggio e verificare che l'organizzatore abbia licenza di agenzia di viaggi e turismo" ma non ho trovato sanzioni per chi non lo fa.

Buona notizia: dall'obbligo di licenza sono esentate le associazioni senza scopo di lucro ma esclusivamente se l'organizzazione di escursioni è tra le attività previste espressamente dal loro statuto e solo per i servizi resi ai loro associati, quindi attenzione: se l'organizzazione di escursioni in moto non è prevista dallo statuto o se tra i partecipanti paganti risultano dei non associati (i classici amici dei soci) allora l'associazione è sanzionabile.

Organizziamo tanti giri tra amici e troviamoci sulle più belle Strade da Moto!

1 commento:

  1. Bene, allora chiarito questo aspetto legale - organizzativo Strade da Moto "deve" organizzare un evento,incontro o mangiata di cose buone!!! Non si può aspettare un anno per rifare un giro in moto insieme! Dai niente di super impegnativo qualcosa per rivedersi. Ciao Massimo

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